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Chissà perchè ho vissuto questa stimolazione lasciandomi trascinare dalla corrente. Ho fatto tutto quello che dovevo fare: iniezioni, monitoraggi ecografici, prelievi. Tutto secondo i programmi, neanche qualche piccolo disguido organizzativo del centro è riuscito a farmi innervosire.
Sarà l'esperienza. Sarà che mi sono detta "come va va, tanto non è che se ci credi di più le probabilità di successo sono maggiori". Fatto sta che tutto è filato liscio fino a 2 giorni prima del pick up.
Prima di partire per raggiungere il centro, tanto per non farmi mancare niente, ho fatto un giro di telefonate, perchè magari nei prossimi giorni avrò voglia di isolarmi e non sentire nesssuno. Così mi levo il pensiero. Ed ecco che in una di queste telefonate, sento quella domanda
"Hai saputo la novita?"
Ho quasi paura di chiedere, perchè il mio intuito mi dice che si tratta di qualcosa che probabilmente non vorrei sapere in quel momento. Ma rispondo che no, non ho saputo di alcuna novità.
"C. è incinta".
Io e C. siamo cresciute insieme. Abbiamo la stessa età, abbiamo fatto le scuole insieme (anche se in classi diverse). E' stata per anni la mia migliore amica. Ci confidavamo su tutto. Poi, piano piano le cose sono cambiate. E non credo sia dovuto alla distanza geografica perchè ho delle amiche che vivono lontano e vedo una volta l'anno ma ogni volta è come se ci fossimo viste il giorno prima. Ci siamo allontanate. Sempre di più. Ultimamente avevo l'impressione che avessimo realmente poco da dirci. E non c'è cosa più triste che trovarsi di fronte ad una persona alla quale vuoi bene, che è stata per anni la tua migliore amica e sentirsi distante anni luce da lei.
Ormai abbiamo vite e interessi molto diversi. Ma non basta.
Qualche giorno fa ho rivisto dopo moltissimo tempo una vecchia amica con la quale durante l'adolescenza abbiamo condiviso gioie e dolori. La pensiamo in modo diverso su quasi tutto..eppure la sua sensibilità è simile alla mia e questo ci fa sentire vicine oggi come ieri.
Con C. non è più così. Ma questo basta a giustificare quel dolore che ho provato nel sentire la notizia della sua (ennesima) gravidanza?
No, non basta.Qualche giorno fa ho rivisto dopo moltissimo tempo una vecchia amica con la quale durante l'adolescenza abbiamo condiviso gioie e dolori. La pensiamo in modo diverso su quasi tutto..eppure la sua sensibilità è simile alla mia e questo ci fa sentire vicine oggi come ieri.
Con C. non è più così. Ma questo basta a giustificare quel dolore che ho provato nel sentire la notizia della sua (ennesima) gravidanza?
Sono stata male.
Forse perchè l'ho saputo da una terza persona e non da lei.
Forse perchè stavo per fare l'ultima iniezione prima della partenza.
Forse perchè mi sono sentita disperata, per noi.
Forse perchè ho pensato che attorno a noi chiunque riesce ad avere figli nelle situazioni più disparate, con facilità, mentre noi possiamo fare qualunque cosa e i figli non arrivano.
Forse perchè ho pensato che evidentemente Dio non vuole farci avere figli.
Forse, soprattutto, perchè, al di là della distanza, io a C. voglio tanto bene e non avrei voluto sentirmi così e mi sono odiata con tutta me stessa.
E' stata una reazione irrazionale, anche perchè ho tante amiche incinta e sono stata felice di sapere delle loro gravidanza.Ma loro mi hanno chiamato per comunicarmelo, con delicatezza. Forse è proprio questo il problema.
Dopo la partenza, dopo il pick up, ho metabolizzato la notizia e ripensato alle noi stesse di un tempo.
Oggi le ho scritto che le voglio bene. E' stata una liberazione.
La mia infertilità è la mia peggiore nemica perchè può tirare fuori la parte peggiore di me.






