Era passato tanto tempo da quando avevamo sentito il suono della vita. Quel suono indescrivibile (all'epoca lo paragonai al galoppo di un cavallino).
Durante la seconda eco, improvvisamente la ginecologa, dopo averci fatto vedere il cuoricino pulsante che appariva come una piccola bocca che si apriva e si chiudeva, ha voluto farci ascoltare il battito.
E' strano..evidentemente ogni battito è diverso dall'altro..mi è sembrato qualcosa di completamente nuovo.
Un' emozione sconosciuta.
Un'altra vita, dentro di me.
I miei fantasmi mi accompagnano, costanti; mi stanno affianco mentre vado a lavoro,sto al computer, esco, vado a fare la spesa, cerco di addormentarmi. Sono lì, mentre il mio corpo sembra volermi ancora tradire; mi sussurrano che quelle perdite ematiche costanti, vorranno pur dire qualcosa.
Siamo arrivati alla settima settimana..è così presto. Questa nuova vita è così vulnerabile che non oso, ancora, volermi affezionare a lei, tradendo tutte le promesse che mi ero fatta in passato.
Lei cerca tanti modi per ricordarmi la sua presenza: la nausea (non solo mattutina), gli attacchi di fame nel cuore della notte (mai provati prima), quella stanchezza che non mi lascia scampo e mi costringe a trasformare le mie giornate, facendole diventare pigre e lente.
Ma nonostante questo, non c'è momento in cui non mi chieda se ancora questa vita sia in divenire dentro di me.


