sabato 1 febbraio 2014

Procreazione

Vi ricordate le riflessioni sulla tecnica che consente di immettere il nucleo dell'ovocita di una donna infertile nell'ovocita enucleato di una donatrice, consentendo quindi alla prima di trasmettere il proprio patrimonio genetico al nascituro? leggendo questo articolo, ho scoperto che sono già nati diversi bambini grazie a questa procedura..uno dei quali in Italia . Ecco qui il ginecologo che per primo l'ha sperimentata in Europa. E dire che sono passati oltre dieci anni....presumo che dopo la legge 40 tutto si sia fermato nel nostro Paese..mentre gli Usa, nel frattempo, continuano ad andare avanti e pare che oltre 30 bambini siano già nati grazie a questa tecnica.Li chiamano "bambini geneticamente modificati" perchè, sebbene la teoria sia controversa, nel loro DNA potrebbero esserci tracce del patrimonio genetico di tre persone.
Forse è proprio vero che siamo di fronte alla creazione di una nuova razza umana e che, per quanto possa non piacere a molti, questo processo è inarrestabile.
Mi chiedo anche a che cosa serva impedire l'eterologa in Italia se poi, campioni provenienti da una qualunque banca del seme come la danese cryos, possono tranquillamente oltrepassare la dogana per essere utilizzati da coppie Italiane per delle IUI, grazie all'aiuto di medici compiacenti, o per l'autoinseminazione? Non sarebbe tutto più semplice se si consentisse di ricorrere alla donazione di gameti in modo controllato e legittimo, come in qualunque Paese civile del mondo?Credo che il nostro sia uno degli  Stati più ipocriti del mondo.


giovedì 16 gennaio 2014

Lascia che accada

La notte scorsa se n'è andata una persona a noi molto cara. Se c'è qualcuno che avremmo potuto considerare il nostro "padre spirituale" era lui.
Il nostro incontro risale a molti anni fa quando ancora io e Sam frequentavamo l'università. Un giorno, per caso, vidi un volantino che pubblicizzava dei corsi di meditazione. Per curiosità, ci presentammo all'indirizzo indicato e con grande sorpresa ci trovammo di fronte ad una Chiesa. Inizialmente io non volevo entrare..ma ormai eravamo lì. Piano piano entrarono tantissime persone. Ci trovammo davanti ad un uomo piuttosto anziano, dal fisico asciutto. Iniziò a parlare e ci introdusse nel mondo del training autogeno e della meditazione trascendentale..senza parlarci quasi mai di Dio.
Era un gesuita, aveva vissuto in India, praticava lo yoga e la meditazione da molti anni. All'epoca aveva oltre ottant' anni ma ne dimostrava venti di meno. Viaggiava ogni settimana in pulman, dal sud al nord sardegna, per incontrare tutti noi.
Quei corsi furono un'esperienza eccezionale, che ripetemmo per diversi anni. L'appuntamento del giovedì...come dimenticarlo? 
Appena entrava nella stanza, cambiava l'energia. Ricordo perfettamente la sua voce e come riuscisse a trasportarci facendoci fare dei sogni guidati. Ci offriva sempre spunti di riflessione, leggendoci delle storie zen. Ci salutava ogni sera dandoci un compito, qualcosa su cui lavorare. I suoi esercizi furono un aiuto molto importante anche per lo studio e la concentrazione.

Era uno spirito veramente fuori dal comune. Mi è capitato poche volte di riuscire a percepire l'aura di una persona e la prima volta successe con lui. Era circondato da una potente luce.

L'anno scorso provammo a rifrequentare il suoi corsi. Putroppo l'età (96 anni), non gli consentiva di parlare per più di 15-20 minuti. Un tempo comunque infinitamente prezioso. Aveva ancora tanta energia.
Il resto della lezione era condotto da alcuni allievi e il risultato, per noi che ricordavamo i vecchi corsi, non era dei migliori. Io iniziai a diventare insofferente.
Nulla  era più come i primi anni. Eravamo diversi noi, molto diversi.
Non riuscivo più a concentrarmi  e a trovare il silenzio nella mia mente. La voce degli allievi non mi trasportava da nessuna parte. La mia mente era altrove. Non riuscivo ad aggiungere al nostro dolore anche quello di vedere il nostro maestro  e sapere che presto se ne sarebbe andato. Smettemmo di frequentare.

Oggi piango la sua morte e mi sembra che con lui se ne sia andata una parte di noi, della nostra storia.
Ma ricorderò sempre i suoi insegnamenti. 

Lascerò che accada nelle nostre vite ciò che deve accadere.Semplicemente. Senza oppormi al corso degli eventi.




martedì 1 ottobre 2013

A casa

Eccoci a casa. Io, Sam e due piccoli trasferiti in terza giornata. Un pò pochi per la mia età. Alla fine, nonostante avessi prodotto più ovociti del solito..abbiamo avuto questo risultato. Forse mi sarei aspettata qualcosa di più ma va bene anche così. Ho fatto pick up e transfer in un centro partner della nostra solita clinica. Ho potuto verificare che ogni reparto PMA ha le sue procedure (differenti anche in sala operatoria), le sue politiche, il suo grado di trasperanza. Ho toccato con mano quanto sia importante anche il lato umano (fino all'ultimo non sapevo se ci sarebbe stato il nostro medico..ed è stato bello quando le porte della sala si sono aperte per un attimo e lui mi ha salutato). Mi sono mancate le infermiere che ormai ci conoscono e che hanno una sensibilità decisamente non comune. Anche in ospedale, c'è chi fa il proprio lavoro con passione e con vocazione e chi lo fa tanto per fare (perchè forse non ha trovato niente di meglio). Dopo il transfer, nel nostro centro, le infermiere mi fanno la prima puntura di progesterone. In questo caso abbiamo dovuto penare per trovarne una che mi facesse questo cavolo di iniezione..Avrei capito se si fosse trattato di un farmaco che poteva comportare qualche rischio..ma stiamo parlando di semplice progesterone! E' la terapia prescritta dal nostro medico e, peraltro, confermata su carta intestata del centro dove si sono svolti gli interventi!
Comunque, alla fine, ho chiesto a Sam di farsi dare una siringa in modo tale che potessimo provvedere da soli (del resto, le punture successive alla prima me le ha sempre fatte lui). Invece, l'infermiera giovane che ha trovato nel corridoio, si è offerta di iniettare il farmaco, senza problemi.Anzi, ci ha dato anche tanti consigli: alternare il gluteo, non massaggiare perchè trattandosi di un farmaco oleoso questo comporterebbe maggiori rischi di veder comparire bozzi..Tutte cose a noi (purtroppo) già note. Ma ho comunque apprezzato.
Fatti i bagagli, ci siamo diretti all'aeroporto e poi finalmente a casa. Non vedevo l'ora di poter dormire nel nostro letto.
Sono felice di essermi lasciata la stimolazione alle spalle..al resto voglio pensare il meno possibile. Oggi, giornata di ferie, ho preparato un pranzo e una cena come si deve e una torta ricotta e pere per la colazione di domani! Che gioia potersi permettere questo lusso in un giorno infrasettimanale!

lunedì 23 settembre 2013

Conto alla rovescia

Forse non dovrei dirlo, per scaramanzia, ma pare che il nuovo piano terapeutico abbia dato un buon risultato..le mie ovaie collaborano, anche se mi sento scoppiare, sono veramente gonfia e non vedo l'ora di arrivare al pick up e al transfer. Ogni tanto scherzo con Sam e gli dico che se faccio ancora ancora qualche iniezione non sarà necessario prenotare l'aereo, basterà che si aggrappi a me..mi sembra di essere in procinto di spiccare il volo.

Lo spirito di collaborazione che anima le mie ovaie, mi ha sopreso! Quello sinistro in particolare. Lo immagino allenarsi con la bandana, mentre il destro legge il giornale in poltrona, di fronte al fuoco del camino..e fuma anche la pipa!
 In ogni caso, per ora i risultati sembrano positivi. Soprattutto , considerato quello che è successo con il ciclo.Nonostante l'assunzione della pillola, per controllarlo e programmare il pick up, in funzione della disponibilità della sala operatoria..ho avuto un ritardo.
Del resto, il mio corpo è sostanzialmente un anarchico..fa quello che gli pare e non lo si può controllare più tanto, nonostante i ginecologi si ostinino a pensare il contrario.
Morale della favola, non sappiamo se faremo tutto nel nostro centro o in un centro partner..non sappiamo neanche se ci sarà il nostro dottore. La cosa mi preoccupa ma, arrivati a questo punto, ci tocca andare avanti e avere fiducia. E meno male che avevamo deciso di fare anche questo tentativo nel vecchio centro per evitare lo stress ( e le variabili) del cambiamento!
A casa, cerco di aiutare la crescita dei follicoli con un pò di meditazione, ripeto dei mantra e cerco di pensare che tra quegli ovociti c'è potenzialmente nostro figlio.
Non voglio farmi illusioni ma questa è la fase in cui bisogna credere (mantenendo almeno un piede per terra ma pensando positivo).
L'altro giorno mi chiedevo se dovrei cercare di stimolare la competizione tra i follicoli in modo che ognuno dia il meglio di sè. Sam è dell'opinione che la competizione in questo caso non sia un bene. E allora li abbiamo visualizzati in armonia, presi per mano..un girotondo di follicoli. Un delirio!Ma giocare aiuta.
Domani monitoraggio e probabile data del pick up.

giovedì 19 settembre 2013

E tutto intorno

La stimolazione è iniziata tra alti e bassi. Un paio di volte ho persino dimenticato di fare le iniezioni..per fortuna è intervenuto Sam a rinfrescarmi la memoria. E poi ho iniziato a "bucarmi" nell'arco di un minuto, quasi come un automa.
Ore 08.00 Decapeptyl:
prendi la siringa-aspira metà dose- cambia l'ago-zac 
 Ore 11.00 Fostimon:
prendi la siringa- mischia polveri e liquido-aspira tutto-cambia l'ago-zac
E tutto intorno...
Discussioni a lavoro dove un collega mi costringe ad alzare la voce;
Litigio con Sam dopo una festa durante la quale una tizia lo tampina spudoratamente; 
La solita vecchietta che ci fa la solita domanda "E voi figli niente?" (proprio come il titolo del blog di Nina) e lui risponde "Ancora no..ma li vogliamo". Terribile! Non ha ancora imparato a rispondere con uno di quei "No" che non lasciano spazio ad approfondimenti. Infatti lei si sente autorizzata a precisare che "Un matrimonio senza figli non ha senso" (che tristezza..per suo marito!); 
Il centro mi comunica che probabilmente ci saranno problemi con la disponibilità della sala operatoria.
Io che penso a come vorrei poter adottare un bimbo.
La mia amica che mi chiama e mi dice che il suo aborto è dipeso da una trisomia.
Mio padre che mi chiede di salutarlo ancora, solo perchè ha voglia di essere abbracciato e penso che finchè siamo materia dovremmo abbracciarci il più possibile.
La mia piccola sempre nella mia mente, le sue capriole sullo schermo. Mi manca la sensazione di tenerla dentro di me. Esattamente tre anni fa in questi giorni..stava per essere concepita.

mercoledì 21 agosto 2013

Tempo

Ancora non so se andremo nella Clinica che ci ha seguito fin'ora o opteremo per un'altra. Ho tenuto il piede in due staffe..ma ormai il tempo sta per scadere; il ciclo si avvicina e dobbiamo prendere una decisione. Sam attende che sia io a decidere (dato che poi toccherà a me  sopportare il "peso" della stimolazione) ma propenderebbe per cambiare Centro.
C'è un filo che mi lega al nostro dottore e io non riesco a tagliarlo. A volte ho pensato che forse i suoi errori potevano aver determinato i nostri insuccessi..ho dato la colpa alla sua disorganizzazione, alla distanza, all'impossibilità per lui di seguirci in modo costante. Ma non ho mai messo in dubbio la sua umanità, la sua competenza e la passione che mette nel suo lavoro.
Non riesco a "staccarmi" da questo medico.
Più volte abbiamo ragionato sulla possibilità di cambiare centro (anche per motivi economici). Ma all'ultimo momento, c'è qualcosa che mi blocca. 
Forse perchè la mia gravidanza naturale era stata anche frutto dei suoi consigli. 
Forse perchè ho sempre pensato che se un'altra gravidanza doveva arrivare grazie alla PMA, sarebbe arrivata grazie a lui.
Forse perchè, in fondo, so che nonostante la sua disorganizzazione..se uno dei tentativi fosse dovuto andare a buon fine sarebbe successo e basta.
Forse perchè ho sempre ragionato più con l'istinto che con la testa..ma, chissà, magari è arrivato il momento di ragionare solo con la testa.
Tutto, nella nostra storia è irrazionale. Non c'è niente che sia dovuto andare come doveva. 
E se dovessi spingere nella direzione contraria e cercare di rendere la nostra vita più razionale, facendo ciò che sarebbe più conveniente fare: scegliere il centro più vicino a noi, provare con un nuovo medico, spendere meno energie possibili e vedere come va?
Non c'è molto tempo..tra oggi e domani, dovremo scegliere. E intanto, a proposito di ostacoli, lo spermiogramma di Sam ha evidenziato che è tornata la solita infezione..

giovedì 15 agosto 2013

Istantanee

Tra pochi giorni, probabilmente, proveremo ancora a cercare un figlio con l'aiuto (?) della scienza.
Mi sento sospesa, spaventata, ancora divisa tra il desiderio di mettere la testa sotto un cuscino, dimenticando che è arrivato il momento di provarci ancora e l'impazienza di iniziare prima possibile. Le prime volte, prevaleva l'impazienza. Adesso prevale la paura. Questo sarà un tentativo che faremo perchè Sam ancora ci crede. 
Io avrei già percorso altre strade.Avrei già detto Basta con la B maiuscola.
Se potessi scegliere, percorrerei senza riserve la strada dell'adozione. Ma, realisticamente, per questioni economiche, è improbabile che potremmo ottenere l'idoneità o pensare di poter affrontare i costi di un'adozione internazionale (quella che ci offrirebbe maggiori chance). Per questo, nonostante ormai tutti i documenti siano pronti, la nostra domanda ancora non è stata depositata in tribunale. 
E poi c'è anche un altra condizione che allontana da noi il percorso adottivo. Una condizione forse meno problematica, rispetto a quella economica, perchè più facilmente superabile, ma ugualmente importante.
Sam ancora spera di poter avere un figlio biologico.
E così, piuttosto che presentare una domanda in Tribunale non essendo entrambi convinti al 100% della scelta adozione e sapendo che probabilmente avremmo poche probabilità di poter concludere il percorso positivamente, affronteremo un altro tentativo di PMA. Sempre che riesca a tenere fede ai miei propositi e non mandi tutto all'aria all'ultimo momento.
Fortunatamente, abbiamo passato una vacanza fantastica che mi ha regalato un bel pò di energie. Tanto sole e un mare cristallino. Dopo tanto tempo, ho provato una forte sensazione di libertà, forse perchè abbiamo trascorso le giornate nei luoghi della mia infanzia e adolescenza. Quegli spazi mi riportavano alla mente tante emozioni positive. Allora era tutto così serenamente semplice.
Ho rivisto e sentito persone alle quali voglio bene. Parlare con loro, guardarle negli occhi e ammirare i loro bimbi, mi ha fatto bene all'anima. Ed è stato come se fosse passato un giorno (e non un anno), dall'ultima volta che ci eravamo visti.
Sono riuscita a gestire bene anche i rapporti più complicati con la mia famiglia, riuscendo a vivere con maggiore leggerenza (rispetto al mio solito) ed evitando anche quelle piccole tensioni che a volte possono rovinare le giornate e lasciarti tanta amarezza dentro.
Mi sono resa conto che devo volermi più bene, che sono capace di fare tante cose..compreso mettere a tavola tante persone organizzando tutto al meglio in poco tempo (Grazie mamma!).
Ho pensato tanto a quante cose le persone lasciano dietro di sè. Alcune incosapevolmente. Altre volontariamente. Mia madre è sempre nei miei pensieri. Mentre nuotavo nel Paradiso, mi sono resa conto che sono passati 10 anni da quando se n'è andata. Dieci anni. Passati così, senza di lei. E altri ne dovranno passare ancora. 
Ci sono parole che non avevo più sentito pronunciare da quando lei se n'è andata. In quei luoghi ho sorriso ascoltando parlare alcune donne e riconoscendo la mia famiglia nella loro. Espressioni familiari che mi tornavano alla mente. Il suono dolce della sua voce. I nostri abbracci e un'altra me stessa che danzava per farla sorridere. L'acqua fresca che faceva scorrere sui suoi piedi d'estate, pensieri che attraversavano i suoi occhi e io ancora non capivo niente, presa com'ero dalla mia vita. 
Ricordo chiaramente una sera in cui le dissi che, in fondo, si poteva continuare a vivere facendo a meno di qualunque persona. Da poco avevo avuto una discussione con un familiare a noi molto vicino. Non molti giorni dopo lei se ne sarebbe andata. Per sempre. E non potevo nemmeno minimamente immaginare cosa avrebbe significato per me fare a meno di lei nella mia vita. Ho vissuto sulla mia pelle e continuo a vivere il doloroso peso di quelle parole.