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mercoledì 16 aprile 2014

1806

Non so che pensare, oggi 14 pt beta 1806! Sembrano alte..eppure in una tabella che ho trovato su internet, ho letto che alla terza settimana di concepimento (alla quale si arriva sommando ai 14 giorni post transfer i 5 giorni di vita delle blastocisti), il valore minimo è 330 e quello massimo 10200. Quindi, se all'inizio pensavo che entrambi gli embrioni potessero aver attecchito, ora penso che potrebbe essere anche uno solo. Non resta che aspettare l'eco della prossima settimana.
Nel frattempo..sono incredula. Vado a lavoro e sto bene, oggi è stata una bellissima giornata. Mi sento così "normale" che mi sembra incredibile di essere incinta. Ogni tanto parlo con "i bimbi" (per ora mi rivolgo a loro al plurale). Però continuo a non avere grossi sintomi. Sono solo felice.

lunedì 14 aprile 2014

373,90

Finalmente stamattina sono riuscita a recuperare la password per il ritiro del referto e il risultato è più che positivo: 373,90! 
Mi sembra che il valore, per il 10 PT, sia buono. Adesso aspettiamo metà settimana per ripeterle e speriamo che tutto si stia evolvendo bene.
Stamattina è arrivata anche una leggera nausea che ho accolto con gioia perchè fin'ora è l'unico vero sintomo che abbia potuto riconoscere..la mia precedente gravidanza era iniziata con tanti, tanti sintomi, compresi dolori al basso ventre attenuatisi dopo alcuni giorni che, fortunatamente, adesso sono assenti.
Questa condizione, immancabilmente, mi trasporta alla Me con la pancia di qualche anno fa. A tratti mi sembra di ripartire dal momento in cui tutto si è interrotto ma devo elaborare quello che sta succedendo e vivere questa nuova gravidanza, con la consapevolezza che si tratta di un'altra storia, cercando, per quanto possibile, di non farmi dominare dalla paura.

Vi ringrazio per i commenti al precente post, tutti bellissimi ed emozionanti.


giovedì 16 gennaio 2014

Lascia che accada

La notte scorsa se n'è andata una persona a noi molto cara. Se c'è qualcuno che avremmo potuto considerare il nostro "padre spirituale" era lui.
Il nostro incontro risale a molti anni fa quando ancora io e Sam frequentavamo l'università. Un giorno, per caso, vidi un volantino che pubblicizzava dei corsi di meditazione. Per curiosità, ci presentammo all'indirizzo indicato e con grande sorpresa ci trovammo di fronte ad una Chiesa. Inizialmente io non volevo entrare..ma ormai eravamo lì. Piano piano entrarono tantissime persone. Ci trovammo davanti ad un uomo piuttosto anziano, dal fisico asciutto. Iniziò a parlare e ci introdusse nel mondo del training autogeno e della meditazione trascendentale..senza parlarci quasi mai di Dio.
Era un gesuita, aveva vissuto in India, praticava lo yoga e la meditazione da molti anni. All'epoca aveva oltre ottant' anni ma ne dimostrava venti di meno. Viaggiava ogni settimana in pulman, dal sud al nord sardegna, per incontrare tutti noi.
Quei corsi furono un'esperienza eccezionale, che ripetemmo per diversi anni. L'appuntamento del giovedì...come dimenticarlo? 
Appena entrava nella stanza, cambiava l'energia. Ricordo perfettamente la sua voce e come riuscisse a trasportarci facendoci fare dei sogni guidati. Ci offriva sempre spunti di riflessione, leggendoci delle storie zen. Ci salutava ogni sera dandoci un compito, qualcosa su cui lavorare. I suoi esercizi furono un aiuto molto importante anche per lo studio e la concentrazione.

Era uno spirito veramente fuori dal comune. Mi è capitato poche volte di riuscire a percepire l'aura di una persona e la prima volta successe con lui. Era circondato da una potente luce.

L'anno scorso provammo a rifrequentare il suoi corsi. Putroppo l'età (96 anni), non gli consentiva di parlare per più di 15-20 minuti. Un tempo comunque infinitamente prezioso. Aveva ancora tanta energia.
Il resto della lezione era condotto da alcuni allievi e il risultato, per noi che ricordavamo i vecchi corsi, non era dei migliori. Io iniziai a diventare insofferente.
Nulla  era più come i primi anni. Eravamo diversi noi, molto diversi.
Non riuscivo più a concentrarmi  e a trovare il silenzio nella mia mente. La voce degli allievi non mi trasportava da nessuna parte. La mia mente era altrove. Non riuscivo ad aggiungere al nostro dolore anche quello di vedere il nostro maestro  e sapere che presto se ne sarebbe andato. Smettemmo di frequentare.

Oggi piango la sua morte e mi sembra che con lui se ne sia andata una parte di noi, della nostra storia.
Ma ricorderò sempre i suoi insegnamenti. 

Lascerò che accada nelle nostre vite ciò che deve accadere.Semplicemente. Senza oppormi al corso degli eventi.




sabato 3 novembre 2012

Tutti i santi giorni



Ieri sera io e Sam abbiamo visto l'ultimo film di Virzì. E' la storia di Antonia e Guido; diversissimi e complementari, innamorati e appassionati l'uno dell'altra; decidono di provare ad avere un figlio ma si accorgono che nonostante l'amore..il figlio non arriva. Era da tanto che non mi emozionavo così nel vedere un film. L'ho trovato profondamente toccante, perchè il tema dell'infertilità viene trattato in modo non banale e con una sensibilità non comune. In questa storia c'è tutto quello che una coppia infertile vive ogni giorno. C'è l'amore e la passione, i problemi a lavoro, le domande sceme delle persone sceme..il classico "voi che aspettate ad avere un figlio?", i tentativi di non far conoscere agli altri il tuo dramma e le lacrime in privato;la famiglia che non capisce, il senso di fallimento e inadeguatezza,il bigottismo di molti medici, la consapevolezza del tempo che passa, la voglia di ricominciare e di autodistruggersi, i vicini che fanno figli uno dopo l'altro e non avrebbero voluto neanche il primo; il sentirsi diversi da tutti; gli esami interminabili; la PMA e i soldi che non bastano; le insicurezze; le domande senza risposta e  la voglia di stare insieme e vivere questo amore speciale giorno per giorno. In sottofondo (ma non troppo), le musiche di Thony che nel film interpreta Antonia.

venerdì 3 agosto 2012

Voglio vederti danzare

Qualche sera fa, io e Sam abbiamo vissuto la grande emozione di ascoltare dal vivo Franco Battiato. E' stata un'esperienza unica, fatta di lacrime gioia e poesia. Mentre tutti gridavano "Bravo" avrei voluto gridargli "Grazie". Eravamo seduti ma mentre l'energia cresceva, i fan avevno sempre più difficoltà a stare fermi..e si capiva che la maggior parte delle persone avrebbe preferito seguire il ritmo delle proprie emozioni. Vicino a me avevo il perfetto sosia del protagonista cicciottello del film Hitch (quello della scena qui sotto, che mi ha fatto sbellicare dalle risate!). E' stato esilarante vederlo muovere sulla sedia e cercare con tutto se stesso di non rendersi ridicolo, mentre batteva i piedi sul pavimento. Quando Battiato ha cantato "Voglio vederti danzare", il pubblico si è sciolto in una danza collettiva e liberatoria. Sono stata veramente felice!L'animale che c'è in me (per citare il "maestro"), avrebbe voluto annusarlo..lo so, sembra feticista, ma questo è il desiderio irrazionale che è passato per la mia mente. Forse per appurare che è una persona reale.


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martedì 10 luglio 2012

Perdere la pazienza

http://pinterest.com/pin/116952921543337277/
Quando ho letto il titolo dell'annuncio "ampio trivano, ultra panoramico, 135 000 euro", ho immaginato che doveva essere una fregatura. Eppure, io e Sam, attirati dal prezzo e dalle foto dell'appartamento, abbiamo deciso di mandare una e-mail e fissare un appuntamento.
Ore 16.30: siamo davanti al cancello della casa ma il proprietario non c'è. Intanto, ci sono 40° all'ombra..iniziamo a sudare. Dopo 6 minuti netti, lo chiamo e candidamente mi dice "Scendo". Passano altrettanti minuti.inizio a innervosirmi quando lo vediamo arrivare con la sua compagna "Scusate, ma era da un pò che non vedevamo gli inquilini..sapete..". Mah!
Sam abbozza qualche domanda sulla facciata del condominio, che sarebbe dovuta essere "appena rifatta" ma che, in realtà. presenta diverse macchie di umidità. Piuttosto irritato dalle risposte del proprietario, alla fine conclude con un: "Comunque, non siamo qui per fare perizie".
Ahia. E qui parla il tecnico!
Il proprietario apre la porta della casa e..troviamo un bel divano che ostruisce l'ingresso. Insomma..si capisce che gli inquilini proprio non amano le visite!
La casa non è male, ha una terrazza con una bella vista sul mare. Il proprietario, continua a "ucciderci" elencando i prezzi di ogni minimo mobile e accessorio che lascerà a chi compra. Il lampadario costa 600 euro, le tende in seta 700, il tavolo 5000 (??). Va bè..noi però cerchiamo casa e vorremmo arredarla secondo i nostri gusti (e se spendo 5000 euro per un tavolo, sarà forse un tavolo di artigianato locale e non indiano..con tutto il rispetto per gli indiani).
Visitiamo il balcone e sui panni stesi (quindi "puliti") c'è una puzza di cane veramente tremenda. Aiuto!!
La visita è quasi conclusa. Manca solo la seconda camera da letto. Il proprietario bussa gentilmente per farsi aprire dalla figlia adoloscente degli inquilini. Lei timidamente risponde con un "si", facendo capire che tra non molto aprirà. La madre mi dice "Starà sistemando, sa come sono i ragazzi". Sorrido,immagino che l'adolescente in questione stia ritirando una caterva di abiti ammucchiati sul letto. Intanto continuiamo a parlare. Il tempo scorre. La porta è sempre chiusa. La madre della ragazza ci chiede se vogliamo un caffè, rifiutiamo gentilmente ma Sam chiede un bicchiere d'acqua. L'attesa sotto il sole deve averlo provato. Io intanto penso a tutti i batteri che potrebbero essere presenti sul bicchiere.
Il proprietario bussa ancora e la ragazza risponde ancora con un "si". Ok.. adesso aprirà. Ne approffittiamo per fare ancora qualche domanda..più che altro per ravvivare la conversazione, perchè ormai è palese che non compreremo mai questa casa. I minuti passano e insieme a loro anche la mia tolleranza va a farsi benedire. Fortunamente, neanche il bicchiere d'acqua accenna ad arrivare.
Il sangue mi sale al cervello, mentre ormai non sento neanche più una parola di quello che dice il proprietario. Lo interrompo, gli chiedo conferma del fatto che queste persone fossero al corrente della nostra visita. Lui risponde "Certamente".
"Bene"-rispondo io "Allora, non possiamo stare qui tutta la sera.." e il mio tono non è dei più concilianti. Lui annuisce, bussa alla porta, stavolta avvisando che stiamo per entrare.
Quando andiamo via, il proprietario descrive la ragazza come "un pò depressa".A me è sembrata solo una gran maleducata.
Eh va bè..non voglio commentare l'atteggiamento dei genitori che non sono intervenuti minimamente. Però mi accorgo che con il tempo, il mio self control aumenta, in altri tempi sarei stata più "graffiante". Spero sia un bene.
Stasera ho bisogno di sfornare qualcosa di buono, gustare nuovi sapori e sentire profumi di spezie.
Mi faccio tentare da una ricetta di Sabrine:


Spero che il miele addolcisca un pò questa serata.

giovedì 24 maggio 2012

Ridere fa bene

Sante parole. Ed era da un pò che non mi facevo una risata di cuore. Ho deciso di crearmi un riserva di buonumore a cui attingere quando mi trovo nella mia "Free Zone", ovvero quel tempo e quello spazio in cui posso dedicarmi a tutto ciò che mi fa stare bene. 
Nella mia Free Zone, riservo un posto speciale al cinema e, in particolare, ai film "on the road".
Se è vero che ridere di gusto ci fa vivere più a lungo, "Litte miss Sunshine" mi ha regalato un bel pò di anni di vita. Tutto il film è un piccolo capolavoro ma la scena finale è irresistibile. 
E' la storia di una bambina di sette anni che decide di partecipare alle selezioni per l'elezione della piccola Miss California. Uno di quei concorsi assurdi che, negli Stati Uniti, vede sfilare tante bambine con i capelli cotonati e movenze al limite della pedopornografia.
La protagonista (fortunatamente) non ha nessuna delle caratteristiche che potrebbero servirle per vincere un concorso del genere: è grassoccia, piuttosto goffa e ha tutta l'ingenuità e le debolezze che una bambina della sua età dovrebbe avere.
Ha anche un nonno dalla personalità "borderline" che la prepara per il concorso..e il finale del film, la scena CULT in cui tutti i membri della famiglia salgono sul palco, è il risultato di questa preparazione.
Questo film è anche la storia di una famiglia in cui ciascuno insegue un sogno che, per un motivo o per un altro, non riesce a realizzare. Ognuno reagisce in modo diverso: c'è chi utilizza strategie da "vincente" e non demorde, chi tenta il suicidio e poi capisce che in realtà le sofferenze e le difficoltà ci rendono migliori. Il risultato però è sempre lo stesso: nessuno ottiene ciò che vuole e, in qualche modo, lo deve accettare. L'eredità che il nonno lascia alla piccola Olive è questa: i perdenti sono quelli che hanno così paura di non vincere, che non ci provano nemmeno". Finchè ci provi, sei un vincente; i vincenti non mollano mai.

Little Miss Sunshine-di Jonathan Dayton. Usa 2006

Qui potete vedere la scena più bella del film.

mercoledì 9 maggio 2012

Leggerezza

Per non pensare, per rilassarsi, per credere che tutto andrà bene..per me non c'è niente di meglio che sfornare un bel dolce. Tra tutti, uno dei miei preferiti è la crostata, possibilmente con marmellata di more. Osservare un dolce che cucina piano nel forno, mi trasmette sicurezza e mi mette subito di buon'umore.
La crostata è il dolce della mia infanzia. Ci sono ricette,profumi,sapori,riti che sono legati indissolubilmentea alle persone. La ricetta della crostata è una di quelle che, tra tante altre, mi ricorda mia madre. Quando impasto le uova, la farina e lo zucchero, la penso. Quando il profumo di marmellata si sparge per la cucina, mia madre è con me.Pochi giorni prima di andarsene..mi portò una bella crostata, preparata con le more fresche. Spesso però, la sua crostata era suddivisa in tanti riquadri colorati: ogni colore una marmellata diversa. E c'era l'imbarazzo della scelta nel decidere quale "colore" affettare.
Alcuni sapori se ne sono andati con lei (mamma: ma come facevi a tagliare il roast-beef così sottile?E a fare la pizza tanto soffice?). Altri sapori ritornano, con le sue ricette, si trasformano quando decido di "sperimentare"qualche nuovo ingrediente.E così, al mio bel dolce, ho aggiunto il sapore dolce-amaro e la consistenza croccante delle mandorle. Sono convinta che mia madre avrebbe apprezzato.

venerdì 23 marzo 2012

Le vite degli altri






Chi si trova ad affrontare il problema dell'infertilità, si confronta costantemente con le vite degli "altri". Le coppie "normali", quelle che possono "decidere" di avere un figlio e magari possono anche permettersi di programmare quando.
Credo che ogni coppia infertile si sia confrontata con queste coppie spesso "invidiandole".
Invidiando la loro Libertà nel poter prender delle decisioni che a noi sono precluse (e non invidiando la coppia in sè).
Giorni fa, sono stata a casa di un parente stretto e mi sono trovata a cena con una giovane coppia (lui 28 anni circa e lei 26), un figlio maschio al seguito e una figlia femmina in arrivo. Loro hanno programmato nei minimi dettagli la loro vita insieme: hanno cercato il primo figlio poco dopo essersi conosciuti e, naturalmente, avendo poco più di vent'anni, hanno raggiunto immediatamente l'obiettivo. Dopo il matrimonio hanno deciso che solo quando lei avrebbe avuto un lavoro sicuro e avrebbero comprato una casa più grande avrebbero cercato il secondo figlio. Hanno comprato casa a Luglio scorso, nello stesso mese lei è stata assunta, ha smesso la pillola ad Agosto e a Settembre ZAC (è rimasta incinta).
Beati loro. Fin qui, tutto bene. Non potrei mai augurargli di vivere quello che abbiamo vissuto noi e che purtroppo continuiamo a vivere.
Loro non sanno (e gli auguro di non scoprire mai) quante cose terribili possono stravolgere la vita..cose che non avresti voluto ed immaginato mai.Loro vivono nell'incosapevolezza, quella inconsapevolezza nella quale mi sarei voluta trovare fino alla fine della mia gravidanza (non avrei mai voluto scoprire che i bambini si possono perdere anche al secondo trimestre di gravidanza..dopo che hai superato da un pò le fatidiche 12 settimane e finalmente hai iniziato a credere che tutto andrà bene).
Durante la cena..improvvisamente, ecco che lui affronta il tema "Adozione" e come lo fa? Dicendo che non capisce, davvero, il motivo per cui si dovrebbe adottare un bambino, soprattutto se straniero. Che questi bambini "si comprano" , che c'è dietro un "Mercato" che, in definitiva, lui non adotterebbe mai e poi mai.
Improvvisamente, ho visto tutta l'arroganza di questo giovane uomo..che non conosce e non può capire il dramma vissuto da chi si sente genitore senza un figlio da crescere e coccolare e dei bimbi che hanno solo bisogno di una famiglia che li ami e da amare.
Improvvisamente mi sono sentita molto triste per loro ma anche per noi stessi al pensiero che se un domani dovessimo adottare, i nostri figli verrebbero visti come degli estranei da queste persone (con le quali ci dovremo sempre rapportare).
Mi interrogo sul perchè certe persone con così poca capacità di amare possano diventare genitori tanto facilmente mentre per noi è tutto così tremendamente complicato (la gravidanza naturale che finisce, i percorsi di PMA falliti, il percorso dell'adozione così lungo..e noi che non sappiamo più che cosa fare).
E intanto ieri ho fatto un test di gravidanza che, come immaginavo, è risultato negativo.
Cerco di non abbattermi e di credere che prima o poi raggiungeremo l'obiettivo.Spero di conservare la forza per andare avanti ma ci sono momenti in cui mi sento "giudicata" dagli "altri". Mi sembra che queste persone ci considerino inadeguati..irresponsabili ed illusi(per aver cercato un figlio dopo i trent'anni e per la nostra persistenza nel cercarlo ancora a quest'età). O forse..sì, forse è un riflesso dei pensieri cupi che mi attraversano la mente..quando mi dico che ci sarà un motivo se incontriamo tanta difficoltà e mi chiedo se dovremmo rinunciare e basta.