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giovedì 3 dicembre 2015

Madri divise

A volte arriva così..quel momento di stanchezza, al termine di una giornata difficile e perdo la pazienza. Con lei, la mia piccola bimba dai capelli d'oro. E mi sento in colpa per non essere la madre che vorrei, nonostante ce la stia mettendo tutta. Alzo la voce, con lei così indifesa e con i suoi sorrisi buffi che imitano i miei.
La vedo così fragile in questi giorni così desiderosa di starmi "addosso". Proprio quando sento tante pressioni anche sul lavoro e in famiglia. E' come se mi tirassero da tutte le parti. A destra, a sinistra, sotto e sopra. Devi essere efficiente sul lavoro e garantire una certa credibilità e costanza, anche se tua figlia si ammala e vuoi starle vicino; devi avere il tempo di tenere la casa un minimo in ordine ed evitare che tua figlia gattonando mangi formiche (AHH!); devi cercare di essere presentabile e riuscire a farti che so..almeno una ceretta? Ma soprattutto goderti lei..e non alzare la voce se la curiosità tipica della sua età la spinge a muoversi continuamente e mettersi nei pasticci. E mi sembra di non godermela mai abbastanza la mia bimba.Come faccio anche solo a pensare di voler cambiare lavoro? Di dedicarmi ad un progetto che mi porterebbe via altro tempo? Che me la porterebbe via dalle braccia. Lei che quando mi vede si illumina e gattonando accelera veloce per venirmi incontro. Lei che urla di felicità quando apro la porta. Lei che mi vuole e io voglio lei..e la penso continuamente. Eppure..c'è un'altra parte di me. Quella che vorrebbe realizzarsi sul lavoro e che rimpiange un pò Lui, Sam e ripensa a come eravamo prima. Siamo lontani anni luce dalla coppia che eravamo e certo più distanti..perchè non c'è tempo di pensare anche a noi..e poi bisogna lavorare e pagare le bollette, l'affitto, il nido..e mettere da parte qualcosa per lei. Ci perdiamo un pò. Noi due, E a volte perdiamo anche molto di lei. 
Mi chiedo quante cose impara quando non è con me..se subisce qualche piccolo sopruso. Giorni fa una bimba più grande le ha portato via la palla con la quale stava giocando..e lei l'ha guardata incuriosita mentre io aspettavo un intervento della madre che non è arrivato. Mi sono chiesta se sarò in grado di difenderla nel modo più giusto e di insegnarle a farlo da sola. Soprattutto mi è venuta tanta voglia di coccolarla e ho pensato che sta crescendo e non so esattamente quali paure possa avere durante la giornata. A volte mi sembra che soffra per delle piccole frustrazioni, come quando guarda i bimbi che già camminano spediti mentre lei sta iniziando a farlo ed è ancora titubante. Poi vedo tante cose di lei..il suo sorriso contagioso, le sue espressioni spiritose, il modo in cui conquista tutti, il suo essere gioiosa e divertente ma anche contemplativa e molto sensibile. Adoro le mattine in cui si avvicina, mi solleva la maglietta e fa le pernacchie sulla mia pancia e ride!Adoro il suo "volerci essere", come dire "Sono qui anch'io, faccio parte della famiglia!". Vediamo le sue manine che spuntano da sotto il tavolo e cercano di afferrare qualcosa..vuole assaggiare tutto quello che mangiamo e possibilmente stare a tavola con noi. La nostra vita è meravigliosamente diversa ora che lei C'è.

lunedì 12 ottobre 2015

Altri piccoli riti e progressi

Lei cresce. Nascono nuovi riti mentre altri si perdono o si trasformano, altri ancora resistono al passare del tempo. Cantiamo sempre la nostra canzone del buongiorno e lei sorride. Quando la allatto adesso Lei allunga il suo dite indice verso la mia bocca e vuole che lo baci. Questo rito tenerissimo si ripete più e più volte e l'adoro, letteralmente. Altre volte, faccio finta di mangiarle il dito e allora vedo comparire due minuscole fossette all'angolo della bocca, mentre Lei sorride.
Lei ci ha completamente rapito l'anima.
Quasi ogni giorno chiedo a Sam se pensa che Lei sia felice. Si vede che lo è perchè si sente infinitamente amata ma chiedo continuamente conferma..perché è il mio desiderio più grande.
E' una bambina molto indipendente; fosse per lei, mentre la tengo in braccio, scenderebbe a camminare da sola..anche se ancora non sa camminare (sebbene si regga benissimo in piedi). Ha una forza di volontà e una determinazione sorprendente; è anche molto forte fisicamente e si fa amare da tutti, proprio come immaginavo appena è nata.
Recentemente abbiamo optato per l'iscrizione in un nuovo nido e io che temevo un trauma, ho dovuto ricredermi. Lei si sente a suo agio come se conoscesse tutti da sempre. Certo, quando vado via e poi torno si emoziona. Però, nel frattempo, gioca con tutti ed esplora l'ambiente, fa i suoi esercizi alla spalliera e conquista le educatrici che poi mi dicono "E' deliziosa", "E' molto indipendente in tutto, anche nel gioco".
Ormai ha dieci mesi e delle competenze che a volte mi sembrano inimmaginabili. Sta in piedi in equilibrio perfetto, gattona velocissima ed è capace persino di mettersi a testa in giù per raggiungere un oggetto e smontarlo..Vorrebbe mangiare da sola praticamente tutto e in parte lo fa. Addenta polpette, polenta, frittata, fusilli, carne tagliata a pezzettini e molto altro ancora..mentre molti bambini della sua età ancora preferiscono le pappette. Tiene in mano il cucchiaino (anche se a volte lo prende dal verso sbagliato) e la forchetta. Canta quando è contenta e a volte intona delle canzoni anche per lamentarsi.
A volte ancora la guardo e non credo che realmente sia mia figlia. Mia figlia..se ci penso mi viene da piangere. La guardo mentre dorme e non mi stancherei mai di farlo. La guarderei per ore e così, nel sonno, riconosco quel profilo che vedevamo nelle ecografie. La bocca aperta, con il labbro inferiore più carnoso, il nasino a patatina, gli occhietti belli e le guanciotte piene. E' un amore talmente grande che è difficile descriverlo. Siamo stanchi, perchè avere un figlio stanca più di quanto si possa pensare. Ma siamo tanto, tanto felici

mercoledì 27 agosto 2014

Di te, di me, di noi

Da dove comincio? Potrei parlare del caldo che mi ammazza, delle gambe gonfie e dei piedi che mi fanno assomigliare ad un orsetto Teddy Bear (giuro, ogni volta che li guardo, mi ricordano quelli di un orsetto di pelusche). Potrei dire che da giorni non faccio altro che cercare/leggere articoli su culle, ovetti, pannolini lavabili, allattamento ma anche massaggi linfodrenanti e scarpe premaman (che per ora non ho trovato ma che, secondo me, qualcuno dovrebbe iniziare a pensare seriamente di produrre!).
Potrei dire che ormai i miei risvegli e le mie nottate sono caratterizzate da piccoli calcetti che mi fanno sorridere e pensare "chissà cosa fai e cosa immagini là dentro, chissà se mi vuoi dire qualcosa" e soprattutto "grazie per avere scelto di essere qui con me ".
A volte mi piacerebbe essere una di quelle mamme superattive che riescono a fare di tutto e indossare all'ottavo mese abitini corti, conservando le gambe magre e riuscendo ad essere bellissime anche con un pancione da fine gravidanza (visto). Io sono tanto stanca, i piedi mi fanno male, ho le gambe che assomigliano a dei salsicciotti e, per la maggior parte del tempo, mi sento come una balena spiaggiata...Riuscirò a non ingrassare ancora? Per ora siamo a quota più dieci kg e ancora devo entrare nel settimo mese..Il tempo passa e mi sembra di non riuscire a rincorrerlo e di essere in ritardo su tutto. Vorrei preparare le cose della bimba, in modo tale da poter riposare l'ultimo periodo e non avere l'ansia di dimenticare qualcosa. Ancora, a momenti, non mi sembra vero che stia succedendo proprio a noi. E mi chiedo (e non vedo l'ora di scoprire) come saremo io e Sam non più in due ma (finalmente) in tre. E' passato tanto tempo e abbiamo fatto tanta di quella strada; la nostra bambina è stata talmente desiderata e voluta ad ogni costo che non posso pensarci troppo, altrimenti mi assale la paura che qualcosa possa non andare nel verso giuto.
Per distrarmi da questo pensiero cerco di prepararmi al meglio..sto leggendo tanti libri... Da " Il Linguaggio segreto dei neonati" di Hogg Tracy a "Bebè a costo zero" di Giorgia Cozza, da "Così calmo il mio bambino"di Christine Rankl ai libri della Montessori. Ognuno ha le sue teorie ma nel momento in cui io e Lei ci incontremo credo che sarà soprattutto l'istinto a prevalere e ho il sospetto che tanti buoni propositi verranno dimenticati.
Per ora, so solo che vorrei praticare il cosiddetto co-sleeping, ovvero far dormire la bimba in una culla affiancata al nostro letto, per poterla avere vicino e allattarla più facilmente. Non potrei mai pensare di farla dormire in un'altra stanza. Credo sia anche più sicuro. Sarebbe anche bello poter partorire in un ospedale in cui si possa scegliere il rooming ma pare che nella mia città questo non sia possibile. Anche se potrebbe essere stancante avere la bimba nella stessa stanza appena partorito, credo che per lei sarebbe molto meglio stare con me fin da subito. Immagino che passare dall'utero materno al Nido sia abbastanza traumatico.Inoltre, vorrei poter allattare la piccola secondo i nostri tempi e non secondo quelli dell'ospedale. Tutte cose che molto probabilmente non si potranno realizzare, proprio perchè ancora queste possibilità non vengono contemplate nella maggior parte degli ospedali.
Ci sono dei momenti  in cui ho paura di non essere in grado di gestire un neonato..e dire che non sono esattamente una ragazzina. Il problema è che io e Sam siamo soli,le famiglie sono lontane e credo che ci siano situazioni in cui i consigli telefonici non bastano. Speriamo che l'istinto e le teorie lette sui libri ci aiutino a non fare troppi danni e, soprattutto, ad essere genitori consapevoli.

giovedì 15 maggio 2014

Una giornata particolare

Sabato scorso, complice il bel tempo, ho deciso che era arrivato il momento di muoversi un pò..e scrollarsi di dosso la pigrizia che ha caratterizzato le mie giornate da quando ho scoperto di essere incinta. 
Così, dopo aver fatto gli esami del sangue, ho fatto una bella passeggiata in centro, girato per i negozi di prodotti biologici che amo, ho fatto un pò di "spesa", guardato vetrine..insomma ho cercato di riappropriarmi di me stessa.
Arrivata nei pressi del porto, ho pensato che quella giornata, saremmo stati solo io e "lui" (o "lei"). Mentalmente, ho ringraziato questa piccola vita di essere lì con me, in quel momento,senza pensare a quel che sarebbe potuto accadere in futuro. Volevo solo dirle: grazie, per essere qui con me adesso. 
Prima di tornare alla macchina, sono passata in una piazza in cui si trova una statua molto bella della Madonna e mi sono soffermata a guardarla. Pur avendo un rapporto con la fede molto altalenante e non potendomi definire "cattolica", le statue della Vergine esercitano su di me un fascino particolare e, trovandomele di fronte, non resto mai indifferente. Sento sempre la necessità di rivolgere una preghiera alla Madre di tutte le madri. Quella mattina, le ho chiesto di proteggere la vita che cresceva dentro me, di far sì che possa stringere questo bimbo tra le mie braccia.
Il pomeriggio, presa da altri impegni, sono nuovamente uscita, questa volta insieme a Sam. Eravamo spensierati..fino a quando ho sentito che qualcosa non andava. Mi sentivo troppo stanca e avvertivo una certa tensione addominale. Siamo tornati a casa ed ecco la sopresa: perdite rosso vivo. Siamo andati in ospedale e hanno deciso di ricoverarmi. Fortunatamente, il piccolo sembra stare bene, il battito era presente e forte; tuttavia, hanno preferito farmi fare una terapia a base di antispasmici e progesterone. Immobilità e ancora immobilità.
Ho sentito tanti discorsi sul fatto che le donne oggi fanno figli troppo tardi (forse non sanno che per molte di loro la maternità "posticipata" non è stata una scelta). Una delle inservienti si lamentava di aver avuto una madre quarantenne..perchè le era molto legata e l'aveva persa troppo presto. Ho risposto e non mi stancherò mai di dirlo che non avrei scambiato mia madre con una più giovane, per niente al mondo. Non mi sono mai accorta della differenza d'età. Quel che conta è la qualità del tempo che si passa insieme e non la quantità..non è una banalità. Ho avuto mia madre con me per troppo poco tempo, è vero.Purtroppo è morta giovane. Ma negli anni in cui è stata con me, ha saputo darmi amore sufficiente per una vita intera e molto di più. Spero di avere fatto altrettanto. Grazie Mamma. Sei sempre con me.
E ancora, ho sentito precisare ogni volta, da medici e infermieri, che questa è una gravidanza da FIVET. Ok, ma a questo punto non dovrebbe essere una gravidanza e basta?Non è che il fatto che la mia prima gravidanza fosse naturale l'abbia resa meno a rischio. 

La temuta ottava settimana è passata ma la mia paura non accenna a diminuire.
Non posso fare a meno di chiedermi se sia stata quella preghiera alla Madre delle madri a salvare il mio piccolo e se fosse così, continuerò a pregare, sperando che siano ben accette anche le preghiere di una "miscredente" come me. Che sia la Madonna o l'Universo a ricevere i miei pensieri, spero che possa proteggere il mio bambino.

lunedì 5 maggio 2014

Il suono della vita

Era passato tanto tempo da quando avevamo sentito il suono della vita. Quel suono indescrivibile (all'epoca lo paragonai al galoppo di un cavallino). 
Durante la seconda eco, improvvisamente la ginecologa, dopo averci fatto vedere il cuoricino pulsante che appariva come una piccola bocca che si apriva e si chiudeva, ha voluto farci ascoltare il battito.
E' strano..evidentemente ogni battito è diverso dall'altro..mi è sembrato qualcosa di completamente nuovo.
Un' emozione sconosciuta.
Un'altra vita, dentro di me.
I miei fantasmi mi accompagnano, costanti; mi stanno affianco mentre vado a lavoro,sto al computer, esco, vado a fare la spesa, cerco di addormentarmi. Sono lì, mentre il mio corpo sembra volermi ancora tradire; mi sussurrano che quelle perdite ematiche costanti, vorranno pur dire qualcosa.
Siamo arrivati alla settima settimana..è così presto. Questa nuova vita è così vulnerabile che non oso, ancora, volermi affezionare a lei, tradendo tutte le promesse che mi ero fatta in passato.
Lei cerca tanti modi per ricordarmi la sua presenza: la nausea (non solo mattutina), gli attacchi di fame nel cuore della notte (mai provati prima), quella stanchezza che non mi lascia scampo e mi costringe a trasformare le mie giornate, facendole diventare pigre e lente. 
Ma nonostante questo, non c'è momento in cui non mi chieda se ancora questa vita sia in divenire dentro di me.

mercoledì 16 aprile 2014

1806

Non so che pensare, oggi 14 pt beta 1806! Sembrano alte..eppure in una tabella che ho trovato su internet, ho letto che alla terza settimana di concepimento (alla quale si arriva sommando ai 14 giorni post transfer i 5 giorni di vita delle blastocisti), il valore minimo è 330 e quello massimo 10200. Quindi, se all'inizio pensavo che entrambi gli embrioni potessero aver attecchito, ora penso che potrebbe essere anche uno solo. Non resta che aspettare l'eco della prossima settimana.
Nel frattempo..sono incredula. Vado a lavoro e sto bene, oggi è stata una bellissima giornata. Mi sento così "normale" che mi sembra incredibile di essere incinta. Ogni tanto parlo con "i bimbi" (per ora mi rivolgo a loro al plurale). Però continuo a non avere grossi sintomi. Sono solo felice.

lunedì 14 aprile 2014

373,90

Finalmente stamattina sono riuscita a recuperare la password per il ritiro del referto e il risultato è più che positivo: 373,90! 
Mi sembra che il valore, per il 10 PT, sia buono. Adesso aspettiamo metà settimana per ripeterle e speriamo che tutto si stia evolvendo bene.
Stamattina è arrivata anche una leggera nausea che ho accolto con gioia perchè fin'ora è l'unico vero sintomo che abbia potuto riconoscere..la mia precedente gravidanza era iniziata con tanti, tanti sintomi, compresi dolori al basso ventre attenuatisi dopo alcuni giorni che, fortunatamente, adesso sono assenti.
Questa condizione, immancabilmente, mi trasporta alla Me con la pancia di qualche anno fa. A tratti mi sembra di ripartire dal momento in cui tutto si è interrotto ma devo elaborare quello che sta succedendo e vivere questa nuova gravidanza, con la consapevolezza che si tratta di un'altra storia, cercando, per quanto possibile, di non farmi dominare dalla paura.

Vi ringrazio per i commenti al precente post, tutti bellissimi ed emozionanti.


mercoledì 1 maggio 2013

Nel fare spazio

Giornata del 1° Maggio passata a riordinare la casa. Faccio spazio, elimino cose inutili, metto a posto, pulisco, svuoto cassetti. Mi capita tra le mani una vecchia agendina. Prima di buttarla via la sfoglio. Mi cade l'occhio su alcune righe. In un lampo, l'immagine di me  a Firenze, in attesa di una visita con il famoso professore (uno dei tanti).

Ricordo quando sentendomi dire "presto passeggeremo insieme, barcamenandoci con bimbi, pannolini e passeggini", provai un impulso quasi di ribrezzo.Cos'era quella sensazione? Forse sapevo, dentro di me, che non sarebbe accaduto?Forse te n'eri già andata? Bimba mia, mi manchi. Sento continuamente la mancanza di te. Mi sembra di sentirti ancora dentro di me, che nuoti leggera. Voglio correre anch'io con la stessa gioia della mamma che ho visto ora, incontro al futuro.Vorrei anch'io camminare tranquilla con mio marito, sapendo che tutto è a posto, niente potrà andare male, perchè il mio bimbo è al sicuro, nella mia pancia e presto nascerà e lo stringeremo tra le braccia. Bimba mia, avrei voluto rispondere ai tuoi sorrisi e sentire risuonare la tua voce nella nostra casa.Mi manchi. Mamma".

Questo 19 Giugno, avrebbe compiuto 2 anni.
Ci sono momenti in cui l'immagine di lei che si muove, sul monitor, non riesce ad abbandonarmi. Durante l'ultima eco era scatenata, faceva tante capriole e, per la prima volta, le vidi il sederino. Mi sembra che sia passato un secolo, una vita intera. Mi sono persino confusa, pensando che fossero passati tre anni..e invece sono due. Mi sembra che tutto sia capitato ad un'altra, eppure il dolore che sento è così forte che non posso che essere io quella madre. Quella che si trascinava, vuota, per i corridoi dell'ospedale, che consolava le donne in cura per minaccia d'aborto, convincendole che tutto sarebbe andato bene. Ero io. Bocconi amari alla vigilia del nuovo anno. 
Quando tornerò a casa dei miei, dovrò fare spazio anche in un altro armadio. Dovrò decidere che fare della tutina (l'unica che avevo avuto il coraggio di comprare), la spazzola e gli accessori per il bagnetto. Il beauty case bianco. Le sue cose. Ognuna nella propria confezione. Dovranno trovare un proprio posto. 

mercoledì 10 aprile 2013

Acqua che scorre

"E' qualcosa che scorre nel sangue
l'arsenale lirico dei sogni
ma la notte paga in contanti
il giorno si estingue
è solo acqua che scorre..
è questo tempo che corre"

("Acqua che scorre"- Daniele Silvestri-Diego Mancino)

Ho sempre sognato tanto e, a differenza di Sam che non ricorda mai cosa sogna, io ricordo tutto e, al mio risveglio, generalmente gli racconto le mie esperienze nell'altra dimensione.
Qualche giorno fa ho fatto un sogno che mi è rimasto nella mente. Ero al mare e nuotavo. Più avanti, piuttosto distante da me, mia madre nuotava con un gruppetto di persone. Improvvisamente la corrente si faceva più forte, cercavo di nuotare nella stessa direzione (a largo) ma la corrente mi trascinava indietro. Alla fine, capivo che anzichè nuotare controcorrente dovevo lasciarmi trascinare dalla corrente e, anzi, nuotare all'indietro per riuscire a stare a galla. Nel sogno, mentre continuavo a nuotare, chiamavo mia madre perchè  volevo aiutarla (e forse, anche, perchè avrei voluto averla al mio fianco?), ma lei era troppo distante e non mi sentiva. Mi ritrovavo a riva ma mia madre non c'era, la corrente se l'era portata via.
Siamo di nuovo a riva. Al punto di partenza. E non possiamo nuotare controcorrente ma cercare di stare a galla, con tutte le nostre forze e nuotare nello stesso senso della corrente.
Questo sogno mi ha fatto pensare a quanto ancora mi senta figlia. A quanto mi manchi mia madre e a quanto, ancora, mi senta in colpa per non essere stata capace di evitare la sua morte.
Quando ripenso al passato mi vedo sempre così pronta a "prendere" da lei e, forse, se fosse stata ancora qui avrei preso ancora. Adesso più che mai. Ma come vorrei che fosse ancora con me per poterle dare anche solo una parte infinitesimale delle attenzioni, dell'amore, dei sorrisi, della gioia che è stata capace di darmi negli anni che abbiamo vissuto insieme. Sembrerà strano ma io ho sempre pensato a mia madre come alla mia anima gemella, ovvero all'anima che più di tutte era affine alla mia.Vorrei essere capace di essere una madre come lei.







lunedì 25 marzo 2013

Respirare

When it is dark enough
you can see the stars

(Ralph Waldo Emerson)

Sono state settimane di lontananza dal web. 
Dopo l'ultimo fallimento, avevamo bisogno di capire che cosa fare. Se fosse il caso e, soprattutto, se avessimo ancora voglia di seguire la strada della PMA oppure no. 
Durante questi mesi, ho incontrato tante donne con una lunga storia di stimolazioni (e fallimenti) alle spalle. Pronte a tentare e ritentare ancora. E mi sono chiesta fino a quando riuscirò ad andare avanti.
Mi sono chiesta se, a questo punto, non avremmo più chance affidandoci semplicemente alla natura, al caso a Dio (?).
Il fatto è che la mia età non lascia spazio a tutti i dubbi che si affollano nella mia mente. Richiede delle decisioni immediate. Bisogna scegliere una strada, subito. E in questo momento, io non me la sento di sottopormi ad un'altra stimolazione prima dell'estate (come vorrebbe il centro).
Eppure, a giorni alterni,cerco di minare le mie decisioni e quelle di Sam, riproponendo la stessa domanda "Allora, ritentiamo naturalmente?". Si.
Si, nonostante il nostro medico ci ricordi, garbatamente, che il tempo non è mai un investimento. Che i miei ovociti hanno la mia stessa età..e quindi, a 38 anni, non è un bene lasciare scorrere i mesi senza provare ancora.
Tutte cose che ci siamo detti e ridetti. Ma i risultati che abbiano ottenuto fin'ora, ci spingono ad altre considerazioni. Una gravidanza, l'unica, ottenuta naturalmente. Quattro tentativi di PMA falliti. Quattro stimolazioni alle quali non ho risposto bene, ad eccezione di una. Alla mia domanda se valesse la pena assumere tanti farmaci e investire tante energie per trasferire un unico embrione che non aumenterà le nostre probabilità di successo, rispetto a quanto potremmo fare naturalmente, il medico ha detto che, effettivamente, se la mia risposta continua ad essere questa loro non possono esserci d'aiuto. Ciononostante, ci dice di riprovare e di farlo prima possibile.
E io? Ripenso alle mie labbra "bruciate" dai farmaci, alle speranze e alle delusioni di quest'ultimo anno passato tra siringhe e camici bianchi. Alla nostra intimità che abbiamo dovuto programmare in funzione dei tamponi, delle visite, dei pick up.
Ho voglia di respirare. Di pensare che se ce l'abbiamo fatta una volta, possiamo farcela ancora.
Poi, d'un tratto, penso che forse sbagliamo, che dovremmo ascoltare il nostro centro. Penso a quelle donne che hanno la forza di tentare e ritentare, sorrette dalla certezza che la scienza le aiuterà ad abbracciare un figlio. Sei, sette, otto tentativi. Sono il doppio dei miei. Mi dico che forse il prossimo potrebbe essere il tentativo giusto.
E allora interrogo Sam. Chiedo conferma delle nostre decisioni. Chiedo un pò di quell'ottimismo che lo contraddistingue.
"Non lasciate che vi rubino la speranza", ha detto il nuovo il Papa, qualche giorno fa. Le sue parole mi hanno colpito perchè è proprio l'esercizio che stiamo cercando di fare. Non semplice ma ci proviamo. E quando mi sembra di non riuscire a trovare nel mio cuore neanche un briciolo di quella speranza, penso a mia figlia e a quando ci salutava sul monitor agitando le manine.E respiro.

lunedì 21 gennaio 2013

"Nascita Naturale" tra parto in casa, doule e Lotus Birth

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Da poco sono entrata in contatto con un'associazione che promuove la "Nascita Naturale" attraverso una delle fondatrici che, a pelle, non mi ha fatto una buona impressione.
Quindi, devo ammetterlo..forse sono partita un pò prevenuta quando ho dato uno sguardo ai seminari che l'associazione sta organizzando in città.Ma più leggevo e più le mie perplessità crescevano. Si va dai corsi di danza del ventre in gravidanza, ai percorsi poetici e teatrali, alle testimoninze delle donne che hanno deciso di partorire in casa, per arrivare a parlare delle doule (una sorta di "assistenti alla maternità") e della cosiddetta "Lotus Birth".
Premetto che non sono una sostenitrice del parto in casa, come ho avuto modo di dire anche commentando un post di diarista. Per esperienza personale credo che se è vero che la gravidanza è un evento naturale, è anche vero che da un momento all'altro durante il parto può accadere qualcosa di imprevedibile che può mettere a rischio non solo la vita della mamma ma anche quella del nascituro. In quel momento è importante che ci siano dei medici e chirurghi che possano intervenire..così come sarebbe auspicabile la disponibilità di una sala rianimazione. Questo è ancora più vero se si considera che oggi le mamme quarantenni sono molto più numerose rispetto al passato e, come si sa, l'età è un fattore di rischio non indifferente.
Poi c'è chi dice "Anche in ospedale si muore"  e "Se deve succedere succede". Ok, ma vogliamo dare ai nostri figli una chance in più di vivere se dovessero subentrare delle complicazioni?
A volte penso che chi fa queste scelte non si è mai trovato di fronte a certe situazioni nella sua vita e quindi le compie perchè non sa..non immagina quello che potrebbe accadere. D'altronde, quello che siamo e quello che pensiamo è condizionato dalle nostre esperienze, dal nostro vissuto.

Sul web spopolano le associazioni, come quella di cui parlavo, che sostengono la "nascita naturale". Cosa s'intende per "naturale"? Una nascita non medicalizzata? vissuta tra le mura domestiche? Non solo..
Queste associazioni propongono spesso che la donna venga accompagnata al parto da una doula, una sorta di assistente che dovrebbe prendersi cura della madre durante la gravidanza e subito dopo il parto.  Questo ruolo, se non poteva essere svolto dalla madre della partoriente, un tempo veniva svolto dalle donne della famiglia allargata e dalle vicine di casa. Ma nella società odierna le famiglie allargate stanno scomparendo e i vicini di casa..spesso neanche si conoscono.
Ecco perchè, la figura della doula che prepara la madre a vivere coscientemente la propria maternità, potrebbe essere importante. Tuttavia..la mia vocina mi dice che qualcosa non torna.
Io penserei queste figure come delle volontarie con  competenze specifiche in psicologia o, comunque, con una grande esperienza alle spalle anche come educatrici-puericultrici o semplici mamme. Ma dovrebbero svolgere questo servizio per la comunità, per il solo piacere di fare qualcosa di importante: aiutare le donne a vivere nel migliore dei modi la propria ri-nascita (ovvero il momento in cui  diventano madri).
Ma spesso non è così.
Se si va a scavare sul sito di una delle associazioni di doule, presenti sul web, si trova di tutto. Ci saranno senz'altro le assistenti brave e competenti ma anche quelle che propongono di accompagnare il parto con canti o riti sciamanici. Quelle che compensano il fatto di non avere certificazioni in allattamento (ma l'allattamento non dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo??) con la competenza sul campo perchè allattano ininterrottamente da 6 anni..  e quelle che sono in grado di dare utilissimi e gettonatissimi consigli sulle modalità di utilizzo di pannolini lavabili (ah bè..qui si che ci vuole la certificazione!).
Tutto questo mi trasmette una grande tristezza perchè nella nostra società si mercifica qualunque cosa ed esperienza.
Io sono stata abituata ad una famiglia allargata in cui si condivideva tutto.Oggi purtroppo molte di queste persone non potrebbero essermi vicine se dovessi partorire. Non so se potrei accettare l'idea di pagare per poter avere qualcuno al mio fianco, durante questo percorso. In ogni caso, non potrebbero vendermi nessun "rito propiziatorio" al parto. Preferirei farmi fare i tarocchi da una chiromante: perchè almeno lei mi venderebbe quello per cui pago. Non potrei neanche mai pagare qualcuno che mi offre consigli spiccioli su come utilizzare i pannolini lavabili o su come decidere se e quando mettere a letto mio figlio...

Altra cosa di cui personalmente fatico a capire il senso è la pratica del Lotus Birth, ovvero: la nascita con la placenta. Queste associazioni propongono alle madri di non far recidere il cordone ombelicale ai propri bimbi..per non "amputarli". Il bimbo resta dunque attaccato alla placenta tramite il cordone ombelicale, fino a quando quest'ultimo non si secca e cade. Si sostiene che il distacco avverrebbe in modo naturale quando entrambi, bimbo e placenta, "decidono sia giunto il momento della separazione" (non sapevo che la placenta potesse pensare!)
Ma che cos'è la placenta? Sugli stessi siti dove la pratica del Lotus Birth viene proposta, si legge che "Nell' utero, la placenta svolge le funzioni di polmoni, reni, fegato, apparato digerente, ghiandola endocrina e pelle. Il sangue affluisce a questi organi in forma minima fino a quando il bambino compie il primo respiro: sino ad allora, placenta e bambino sono una cosa sola.
E' grazie alla placenta che il bambino nell' utero si sviluppa e cresce
".
Dunque, una volta che il bambino è fuori dall'utero, la placenta non ha esaurito la sua funzione? Bè, a quanto pare no. Il bimbo riceverebbe tramite il cordone il "sangue placentare", utile per il suo sistema immunitario, inoltre, il contatto con la placenta servirebbe a completare il suo "corpo eterico". I bambini nati con Lotus Birth avrebbero un' aura più sviluppata degli altri..ma dato che la maggior parte di noi non può vedere l'aura..ci dobbiamo fidare.

Naturalmente, non c'è alcuno studio scientifico che attesti l'utilità di tale pratica e, anzi, poichè sia la placenta che il cordone ombelicale sono organi in cui non circola il sangue..non reciderli comporta un alto rischio di infezione. Ma, ancora, si sostiene che per evitare tale rischio, sia sufficiente salare i tessuti, lavarli (con un colino!!)e asciugarli molto bene..con tutte le raccapriccianti conseguenze che ne derivano.

Comunque, a sostegno della validità di tale scelta, si portano ad esempio gli scimpazè che, a differenza di quanto fanno gli altri animali che recidono con i denti il cordone, lasciano che la placenta si stacchi da sè.

Ho letto bene? Quindi noi dovremmo prendere ad esempio gli scimpazè?
Cioè le teorie sull'evoluzione della specie ci fanno una pippa giusto?

Io dovrei voler somigliare agli scimpanzè?Con tutto il rispetto che ho per il mondo animale, la cosa mi lascia ancora qualche perplessità.

Penso di aver letto abbastanza.

Se dovessi restare nuovamente incinta, al momento  del parto datemi il mio letto d'ospedale e un bravo ginecologo. E che al mio bimbo venga reciso il cordone ombelicale please.

mercoledì 5 dicembre 2012

Vuota

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L'epilogo della gravidanza di Anna, la sua sofferenza, mi ha portato più volte a ripensare alla me stessa di 2 anni fa.
Poi stamattina, la domanda di una collega "Scusa, sei incinta?", seguita da un "interrogatorio" da parte di un'altra collega, con tanto di "Ma durante la gravidanza avevi la pancia?", mi ha fatto provare nuovamente una fitta al cuore. 
Due anni fa, poco dopo Natale, durante un'eco di controllo, scoprii che il cuore della mia bimba aveva smesso di battere. Lei era dentro di me,aggrappata al mio corpo, rannicchiata, con  tutto il suo dolore. I giorni compresi tra l'ultima ecografia e il raschiamento, sono stati i peggiori della mia vita. Quanto dolore, lacrime, disperazione. Avrei voluto che tutto finisse il prima possibile. Ma allo stesso tempo, avrei voluto trattenere il corpo della mia bimba dentro di me..
Mi ricoverarono e mi assegnarono una stanza in cui al mio fianco c'erano due donne incinta che venivano sottoposte a continui monitoraggi. E mentre io attendevo che i farmaci provocassero il distacco della placenta, i battiti dei cuoricini dei loro bimbi rimbombavano nella stanza come il suono degli zoccoli di tanti cavallini al galoppo. Quella corsa verso il futuro mi faceva piangere..eppure mi consolava.
Ricordo me stessa, una camicia da notte con tanti disegni colorati ma con lo sfondo nero. Io ero in lutto e mi trascinavo per i corridoi dell'ospedale come se dovessi nascondermi o vergognarmi di qualcosa. Mi sentivo in colpa. Nei confronti di mia figlia, per non averla saputa proteggere, nei confronti di mio marito per non essere riuscita a portare avanti la gravidanza, nei confronti delle mie vicine di letto perchè la mia presenza le turbava.Mi detestavo per non essere riuscita ad evitare quello che era successo. Se fossi andata prima dalla ginecologa, se non fossi andata a lavoro, se non avessi sottovalutato quelle fitte..
A mezzanotte di un mercoledì (stesso giorno in cui nacqui io), mia figlia scivolò via da me e mi portarono di corsa in sala operatoria. Sentii tanto freddo e nessuna parola di conforto. Nulla. Neanche un semplice "Signora, mi dispiace".
Tornare a casa, con i botti che festeggiavano la fine di quell'anno che ci aveva visto salire sull'altare e gioire per un test di gravidanza positivo e l'inizio di un anno che cominciava nel peggiore dei modi. Non riuscire ad ingoiare i bocconi del cibo.
Ancora fitte, ancora dolore.Un secondo raschiamento..
Il non sentirsi più quella di prima. Non più quella incinta ma neanche più quella di prima della gravidanza.
Avere quasi paura di sfiorare la mia pancia. Vuota.
Non riuscire più a indossare i vestiti di prima della gravidanza e non riuscire più a guardare il vestito grigio premaman che mi faceva sentire tanto bella. E poi una scatola, una tutina ancora ben piegata. Una piccola spazzola.
Un trasferimento in una casa e in un paese di cui non m'importava niente. Un nuovo lavoro. Tanta rabbia. Imparare a conoscere una nuova me.
Passano i giorni, i mesi. Nella mia testa la gravidanza continua. Arrivo alla trentesima settimana. Poi alla trentaduesima..e così via. C'è una Me con la pancia che vive in un'altra dimensione e una Me senza pancia nel mondo reale. A quest'ultima dedico un post su ciaolapo e scopro che le mie emozioni sono quelle di tante mamme speciali che faticano a rapportarsi con il proprio corpo dopo la fine della gravidanza e con la prorpria, nuova, identità. 
Continua il conto alla rovescia..fino alla data prevista del parto. Una data scolpita nella mia mente. Una data in cui, nell'altra dimensione, l'altra me stessa è tornata a casa con la sua bambina.
Dopo quella giornata, passo dopo passo, molti nodi si sono sciolti. Abbiamo eleborato (non solo io ma anche Sam), quello che ci era successo. Abbiamo realizzato che avevamo perso la nostra bambina e, forse, chissà, anche la nostra (unica?) possibilità di essere genitori. Un doppio lutto. Perchè sapevamo che una gravidanza naturale, come quella appena terminata, a noi non sarebbe potuta ricapitare tanto facilmente.
A volte mi sembra che sia passato un secolo da quando camminavo per le strade della mia città, incinta della mia bimba. A volte mi capita di ricordare la posizione che assumevo quando camminavo..la stanchezza che mi assaliva. Ricordo quanto era bello, la sera, canticchiare alla piccola una ninna nanna. Il suo passaggio ci ha lasciato tanto.
Ma spero di non dover provare ancora un dolore simile..Vorrei poter alleggerire almeno un pò quel peso che ogni mamma speciale sente sul petto, alla fine di una gravidanza.
Se qualcuna di voi ha qualche informazione che possa aiutare Anna, scrivetele. Questi per lei sono giorni difficili.

venerdì 22 giugno 2012

Madre


Ogni giorno, mentre torno dal lavoro, passo davanti ad una statua della Madonna. E' immersa nel verde, circondata da rose bianche. Ultimamente, questa statua catalizza sempre di più la mia attenzione e, nonostante ultimamente il mio rapporto con la fede sia piuttosto controverso, non posso fare a meno di rivolgere i miei pensieri alla Madre di tutte le madri .
Per me non c'è preghiera più bella di quella che le dedicarono i CCCP.


sabato 26 maggio 2012

Il primo passo

Ieri ho avuto il primo risultato parziale dell'ultima sfilza di esami richiesti da uno specialista esperto in gravidanze a rischio e in consulenze preconcezionali.Un medico eccezionale al quale dovrei dedicare un post speciale. Apro la busta del referto e, sorpresa: presunta celiachia. Io l'esame della celiachia l'avevo fatto almeno due volte, soprattutto a causa di un problema di anemia che mi ha perseguitato per diverso tempo.Il risultato era sempre negativo. Ma questo medico è andato più a fondo, richiedendo un esame genetico. Ed ecco qua. Due più due.Forse la causa della fine della gravidanza. Forse una delle cause dei mancati impianti. Forse..
E adesso sono qui, in attesa degli altri referti e con un marito "negazionista" che continua a dirmi che si concluderà tutto in una bolla di sapone (perchè per lui deve sempre andare tutto bene!).
Per me il primo passo da compiere perchè "tutto vada bene", è sapere. In un primo momento, la reazione a questa notizia è stata positiva. Avevo una risposta ai miei tanti "Perchè"; una causa (non l'unica ma certamente importante) che, conoscendola, poteva essere curata, corretta e  portarci a qualche risultato. 
Poi è arrivata la botta. E se la gravidanza fosse finita "solo" per questo motivo?Sarebbe bastata una "stupida" dieta per salvare la mia bimba? Improvvisamente ho provato un dolore sordo, mi è sembrato tutto così tremendamente ingiusto. Non tanto per noi ma sopratutto per lei.
Ma non possiamo cambiare la nostra storia, perlomeno quella che abbiamo vissuto fino ad adesso. 

mercoledì 16 maggio 2012

Smile again Anna


Stasera penso ad un'amica virtuale che ho incontrato recentemente, Anna.
Con lei ho condiviso l'attesa di un cambiamento, la speranza e poi la felicità per una notizia che sembrava aver riportato la sua vita entro quei binari di "normalità" che tutte le "madri nell'anima" vorrebbero percorrere.
Con le sue amiche dell'etere ho condiviso il dolore, la tristezza, il senso di profonda frustrazione nell'apprendere che, ancora una volta, la vita ha tradito le nostre aspettative.
Mi sono ricordata di un altro tempo, un altro luogo, un'altra me stessa.
Ci sono sorrisi che aspettano più di altri di venire fuori..ci sono gioie che attendono più di altre di essere vissute.Ad Anna voglio augurare di poter percorrere presto i binari della normalità (credo che capirete cosa intendo). Smile again Anna.