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giovedì 16 gennaio 2014

Lascia che accada

La notte scorsa se n'è andata una persona a noi molto cara. Se c'è qualcuno che avremmo potuto considerare il nostro "padre spirituale" era lui.
Il nostro incontro risale a molti anni fa quando ancora io e Sam frequentavamo l'università. Un giorno, per caso, vidi un volantino che pubblicizzava dei corsi di meditazione. Per curiosità, ci presentammo all'indirizzo indicato e con grande sorpresa ci trovammo di fronte ad una Chiesa. Inizialmente io non volevo entrare..ma ormai eravamo lì. Piano piano entrarono tantissime persone. Ci trovammo davanti ad un uomo piuttosto anziano, dal fisico asciutto. Iniziò a parlare e ci introdusse nel mondo del training autogeno e della meditazione trascendentale..senza parlarci quasi mai di Dio.
Era un gesuita, aveva vissuto in India, praticava lo yoga e la meditazione da molti anni. All'epoca aveva oltre ottant' anni ma ne dimostrava venti di meno. Viaggiava ogni settimana in pulman, dal sud al nord sardegna, per incontrare tutti noi.
Quei corsi furono un'esperienza eccezionale, che ripetemmo per diversi anni. L'appuntamento del giovedì...come dimenticarlo? 
Appena entrava nella stanza, cambiava l'energia. Ricordo perfettamente la sua voce e come riuscisse a trasportarci facendoci fare dei sogni guidati. Ci offriva sempre spunti di riflessione, leggendoci delle storie zen. Ci salutava ogni sera dandoci un compito, qualcosa su cui lavorare. I suoi esercizi furono un aiuto molto importante anche per lo studio e la concentrazione.

Era uno spirito veramente fuori dal comune. Mi è capitato poche volte di riuscire a percepire l'aura di una persona e la prima volta successe con lui. Era circondato da una potente luce.

L'anno scorso provammo a rifrequentare il suoi corsi. Putroppo l'età (96 anni), non gli consentiva di parlare per più di 15-20 minuti. Un tempo comunque infinitamente prezioso. Aveva ancora tanta energia.
Il resto della lezione era condotto da alcuni allievi e il risultato, per noi che ricordavamo i vecchi corsi, non era dei migliori. Io iniziai a diventare insofferente.
Nulla  era più come i primi anni. Eravamo diversi noi, molto diversi.
Non riuscivo più a concentrarmi  e a trovare il silenzio nella mia mente. La voce degli allievi non mi trasportava da nessuna parte. La mia mente era altrove. Non riuscivo ad aggiungere al nostro dolore anche quello di vedere il nostro maestro  e sapere che presto se ne sarebbe andato. Smettemmo di frequentare.

Oggi piango la sua morte e mi sembra che con lui se ne sia andata una parte di noi, della nostra storia.
Ma ricorderò sempre i suoi insegnamenti. 

Lascerò che accada nelle nostre vite ciò che deve accadere.Semplicemente. Senza oppormi al corso degli eventi.




giovedì 15 agosto 2013

Istantanee

Tra pochi giorni, probabilmente, proveremo ancora a cercare un figlio con l'aiuto (?) della scienza.
Mi sento sospesa, spaventata, ancora divisa tra il desiderio di mettere la testa sotto un cuscino, dimenticando che è arrivato il momento di provarci ancora e l'impazienza di iniziare prima possibile. Le prime volte, prevaleva l'impazienza. Adesso prevale la paura. Questo sarà un tentativo che faremo perchè Sam ancora ci crede. 
Io avrei già percorso altre strade.Avrei già detto Basta con la B maiuscola.
Se potessi scegliere, percorrerei senza riserve la strada dell'adozione. Ma, realisticamente, per questioni economiche, è improbabile che potremmo ottenere l'idoneità o pensare di poter affrontare i costi di un'adozione internazionale (quella che ci offrirebbe maggiori chance). Per questo, nonostante ormai tutti i documenti siano pronti, la nostra domanda ancora non è stata depositata in tribunale. 
E poi c'è anche un altra condizione che allontana da noi il percorso adottivo. Una condizione forse meno problematica, rispetto a quella economica, perchè più facilmente superabile, ma ugualmente importante.
Sam ancora spera di poter avere un figlio biologico.
E così, piuttosto che presentare una domanda in Tribunale non essendo entrambi convinti al 100% della scelta adozione e sapendo che probabilmente avremmo poche probabilità di poter concludere il percorso positivamente, affronteremo un altro tentativo di PMA. Sempre che riesca a tenere fede ai miei propositi e non mandi tutto all'aria all'ultimo momento.
Fortunatamente, abbiamo passato una vacanza fantastica che mi ha regalato un bel pò di energie. Tanto sole e un mare cristallino. Dopo tanto tempo, ho provato una forte sensazione di libertà, forse perchè abbiamo trascorso le giornate nei luoghi della mia infanzia e adolescenza. Quegli spazi mi riportavano alla mente tante emozioni positive. Allora era tutto così serenamente semplice.
Ho rivisto e sentito persone alle quali voglio bene. Parlare con loro, guardarle negli occhi e ammirare i loro bimbi, mi ha fatto bene all'anima. Ed è stato come se fosse passato un giorno (e non un anno), dall'ultima volta che ci eravamo visti.
Sono riuscita a gestire bene anche i rapporti più complicati con la mia famiglia, riuscendo a vivere con maggiore leggerenza (rispetto al mio solito) ed evitando anche quelle piccole tensioni che a volte possono rovinare le giornate e lasciarti tanta amarezza dentro.
Mi sono resa conto che devo volermi più bene, che sono capace di fare tante cose..compreso mettere a tavola tante persone organizzando tutto al meglio in poco tempo (Grazie mamma!).
Ho pensato tanto a quante cose le persone lasciano dietro di sè. Alcune incosapevolmente. Altre volontariamente. Mia madre è sempre nei miei pensieri. Mentre nuotavo nel Paradiso, mi sono resa conto che sono passati 10 anni da quando se n'è andata. Dieci anni. Passati così, senza di lei. E altri ne dovranno passare ancora. 
Ci sono parole che non avevo più sentito pronunciare da quando lei se n'è andata. In quei luoghi ho sorriso ascoltando parlare alcune donne e riconoscendo la mia famiglia nella loro. Espressioni familiari che mi tornavano alla mente. Il suono dolce della sua voce. I nostri abbracci e un'altra me stessa che danzava per farla sorridere. L'acqua fresca che faceva scorrere sui suoi piedi d'estate, pensieri che attraversavano i suoi occhi e io ancora non capivo niente, presa com'ero dalla mia vita. 
Ricordo chiaramente una sera in cui le dissi che, in fondo, si poteva continuare a vivere facendo a meno di qualunque persona. Da poco avevo avuto una discussione con un familiare a noi molto vicino. Non molti giorni dopo lei se ne sarebbe andata. Per sempre. E non potevo nemmeno minimamente immaginare cosa avrebbe significato per me fare a meno di lei nella mia vita. Ho vissuto sulla mia pelle e continuo a vivere il doloroso peso di quelle parole.


lunedì 24 giugno 2013

La nostra luna piena

Foto: www.caffenews.it
Tra non molto io e Sam festeggeremo il nostro anniversario di nozze anche se, di solito, amiamo considerare come anniversario quello in cui diventammo una coppia, alcuni anni prima del nostro matrimonio. Ieri, mentre tornavo a casa in macchina, ascoltavo alla radio Martha Argerich. Improvvisamente, ho alzato gli occhi e ho visto una luna piena enorme, bellissima, sullo sfondo di un cielo rosa e blu. Proprio in quell'attimo,ho pensato che avrei voluto sentire Sam e dirgli che non poteva perdersi quello spettacolo..ma lui mi ha preceduta.Anche lui aveva pensato la stessa cosa. E così quell'attimo è diventato perfetto. 

Diversi anni fa Sam venne a prendermi a casa mia, invitandomi a vedere un film e mangiare insieme
All'epoca studiavamo entrambi all'Università.
Io mi innamorai del suo entusiasmo, del suo sorriso e della fiamma che gli bruciava negli occhi.
Da quella sera, abbiamo cessato di essere due metà per diventare una unità, piena, perfetta e luminosa
come la luna di ieri sera.

La nostra luna sarà sempre piena e meravigliosa finchè sapremo godere di ogni momento insieme.
Finchè abbracciandoci ci sentiremo così come ci sentiamo ora. Felici e a casa.

mercoledì 19 dicembre 2012

La scintilla

http://pinterest.com/pin/61854194852747978/
Finalmente qualcosa gira per il verso giusto. Da due anni io e Sam cerchiamo casa..disperatamente! Oramai credo che le agenzie iniziassero a considerarci dei mitomani. Pensavano che andassimo a vedere le case tanto per perdere tempo. Perchè la maggior parte della gente trova casa in meno di due anni ma noi..ehmmm...gli agenti ci descrivevano "un pò difficilotti". Per la verità ero sempre io a non decidermi (fosse per Sam avremmo comprato da un bel pò!). Che dire, io aspettavo la scintilla..credevo che quando avessi messo piede nella casa giusta lo avrei saputo fin da subito. Un pò come succede con l'abito da sposa (che, per inciso, ho trovato il primo giorno di quella che tutte mi dicevano essere un'interminabile ricerca, a dimostrazione del fatto che non sono così esigente come sembro). Più passava il tempo e più ci accorgevamo che la gente compra di tutto e si fa molti meno problemi di noi. Comprano persino case solo con diritto di superficie..comprano case buie esposte malissimo, comprano buchi a prezzi improponibili. Tutti i nostri parenti e amici insistevano nel dire che dovevamo "accontentarci", sottointendendo che io fossi troppo esigente. Invece..avevo ragione!!Ho fatto bene a non dare retta a nessuno. Mercoledì scorso, appena abbiamo messo piede in una casa che avevamo chiesto di vedere, ho sentito che quella era "Lei", la nostra casa. E non perchè sia bellissima; ad alcuni potrebbe sembrare persino brutta perchè è completamente da ristrutturare. Per la prima volta, io e Sam ci siamo trovati perfettamente d'accordo su tutto.  E' ampia, con giardino cucina e camera esposti a sud, cortile sull'ingresso, posto auto, possibilità di ricavare la terza camera da letto..insomma per me è perfetta. Sabato l'abbiamo visitata per la seconda volta e lunedì abbiamo firmato la proposta d'acquisto..proprio quando un'altra coppia voleva fare altrettanto!Anche qui il mio istinto mi ha aiutato molto perchè ho fatto di tutto per arrivare a fare la nostra proposta in tempi così brevi. E adesso..già mi manca, sentirei il bisogno di tornarci, non vedo l'ora di poterla abitare.. Dobbiamo solo decidere se ricavare la terza camera da letto per il bimbo..o rimandare i lavori quando l'evento si verificherà. Sam è spaventato dalla ristrutturazione che ci aspetta..ma entrambi siamo felici.

domenica 18 novembre 2012

La promessa

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In questi giorni densi di blog-avvenimenti, nella vita reale sono stata impegnata a preparare degli esami..per cercare di raggiungere l'obiettivo di cambiare lavoro. I prossimi mesi saranno dedicati soprattutto a questo. 
Intanto, la mia voglia di cambiamento..ha prodotto l'assegnazione di un nuovo incarico sul posto di lavoro attuale. Ebbene si, sono stata promossa..ma questo non mi distoglie dall'idea di andare via (tiè).
Sul piano adozione, si va avanti.Questa sarà la settimana dei prelievi del sangue e poi, spero prima della fine dell'anno, faremo la visita psichiatrica (questa ancora ci mancava!). 
A quel punto, avremo tutti i documenti da presentare in Tribunale..ma ancora non avremo maturato i tre anni di matrimonio..fino alla prossima primavera.
A metà Dicembre, tra un colloquio di qua e uno di là..dovremo anche prendere un aereo e arrivare fino a Cava dei Tirreni, per un consulto con il famoso "mago" della PMA che arriva da Bruxelles. Quello sarà ufficialmente il momento in cui riapriremo le danze. Intanto però, abbiamo in programma il nostro prossimo tentativo di fivet,a Gennaio, nel vecchio centro. Diciamo che il "mago" è una chance che ci riserviamo nel caso in cui la buona sorte non ci dovesse toccare neanche la prossima volta.
Nel blog-mondo, tante amiche custodiscono un bellissimo dono (Anna, Frida, Nina). La cosa mi riempie di gioia per loro e, devo ammetterlo, anche di speranza per noi. Nel profondo io so che il nostro bimbo arriverà. Ancora non so se lo farà per la via della pancia o del cuore (dell'anima), ma so che arriverà.
Tuttavia, non voglio che la nostra vita si blocchi fino a quel momento. Se dovessi sbagliarmi, se anche lui  non dovesse arrivare..noi siamo comunque una famiglia.Siamo e dobbiamo essere felici a prescindere da questo evento.
Ecco perchè ai primi di dicembre, realizzerò un altro piccolo progetto che ha un  grande valore sul piano simbolico: l'albero di Natale.
Quando mia madre era in vita, decoravamo insieme l'albero..era una cosa che adoravo, un rito bellissimo.Dopo la sua morte promisi a me stessa che non avrei più fatto l'albero di Natale fino a che non avessi avuto un figlio.Sono passati dieci anni..e un grosso rimpianto è quello di non averlo fatto neanche a Dicembre di due anni fa, quando ero incinta della piccola. 
Credo che sia arrivato il momento di rompere quella promessa con me stessa. Per cui, quest'anno avremo il nostro albero e credo che mia madre ne sarà molto felice.

venerdì 17 agosto 2012

Un'altra me

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Qualche giorno fa, non so più neanche perchè, elencavo a Sam alcuni dei nostri conoscenti e amici che considero delle persone solari e lui ha ricompreso in questo gruppo anche me. Io ho reagito stupita: ma come?Io una persona solare?". Sfido chiunque a definirmi così: sono l'esatto opposto, ovvero una persona lunare (e anche lunatica!). Nelle foto da bambina ho sempre un'espressione un pò imbronciata (persino in quella scattata sulla neve, al centro tra Babbo Natale e la Befana!). Da adolescente ero convinta di essere sempre un pò "meno.." di(meno bella e meno popolare dell'amica del cuore, meno brava in matematica della compagna di banco, meno intelligente e ironica della cugina..).Solo ora, dopo un'infinità di legnate sui denti sto imparando a vedere il bicchiere mezzo pieno e a capire che, ogni tanto, la vita si deve affrontare anche con un pò di "leggerezza".
Sam, di fronte alla mia reazione, quasi si arrabbiava e argomentava che forse sono io che non ho ben chiaro cosa significa essere delle persone solari; ne ho un concetto sbagliato e mi vedo in modo diverso da come mi vedono gli altri. Forse quando si tratta di me ho ancora difficoltà a focalizzare la parte mezzo piena del bicchiere. Oppure è lui che, travolto dalla passione (dopo quindici anni insieme),ha una visione troppo idealizzata di me. Però, insomma, che bello essere visti con gli occhi dell'amore !!

venerdì 3 agosto 2012

Voglio vederti danzare

Qualche sera fa, io e Sam abbiamo vissuto la grande emozione di ascoltare dal vivo Franco Battiato. E' stata un'esperienza unica, fatta di lacrime gioia e poesia. Mentre tutti gridavano "Bravo" avrei voluto gridargli "Grazie". Eravamo seduti ma mentre l'energia cresceva, i fan avevno sempre più difficoltà a stare fermi..e si capiva che la maggior parte delle persone avrebbe preferito seguire il ritmo delle proprie emozioni. Vicino a me avevo il perfetto sosia del protagonista cicciottello del film Hitch (quello della scena qui sotto, che mi ha fatto sbellicare dalle risate!). E' stato esilarante vederlo muovere sulla sedia e cercare con tutto se stesso di non rendersi ridicolo, mentre batteva i piedi sul pavimento. Quando Battiato ha cantato "Voglio vederti danzare", il pubblico si è sciolto in una danza collettiva e liberatoria. Sono stata veramente felice!L'animale che c'è in me (per citare il "maestro"), avrebbe voluto annusarlo..lo so, sembra feticista, ma questo è il desiderio irrazionale che è passato per la mia mente. Forse per appurare che è una persona reale.


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martedì 10 luglio 2012

Perdere la pazienza

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Quando ho letto il titolo dell'annuncio "ampio trivano, ultra panoramico, 135 000 euro", ho immaginato che doveva essere una fregatura. Eppure, io e Sam, attirati dal prezzo e dalle foto dell'appartamento, abbiamo deciso di mandare una e-mail e fissare un appuntamento.
Ore 16.30: siamo davanti al cancello della casa ma il proprietario non c'è. Intanto, ci sono 40° all'ombra..iniziamo a sudare. Dopo 6 minuti netti, lo chiamo e candidamente mi dice "Scendo". Passano altrettanti minuti.inizio a innervosirmi quando lo vediamo arrivare con la sua compagna "Scusate, ma era da un pò che non vedevamo gli inquilini..sapete..". Mah!
Sam abbozza qualche domanda sulla facciata del condominio, che sarebbe dovuta essere "appena rifatta" ma che, in realtà. presenta diverse macchie di umidità. Piuttosto irritato dalle risposte del proprietario, alla fine conclude con un: "Comunque, non siamo qui per fare perizie".
Ahia. E qui parla il tecnico!
Il proprietario apre la porta della casa e..troviamo un bel divano che ostruisce l'ingresso. Insomma..si capisce che gli inquilini proprio non amano le visite!
La casa non è male, ha una terrazza con una bella vista sul mare. Il proprietario, continua a "ucciderci" elencando i prezzi di ogni minimo mobile e accessorio che lascerà a chi compra. Il lampadario costa 600 euro, le tende in seta 700, il tavolo 5000 (??). Va bè..noi però cerchiamo casa e vorremmo arredarla secondo i nostri gusti (e se spendo 5000 euro per un tavolo, sarà forse un tavolo di artigianato locale e non indiano..con tutto il rispetto per gli indiani).
Visitiamo il balcone e sui panni stesi (quindi "puliti") c'è una puzza di cane veramente tremenda. Aiuto!!
La visita è quasi conclusa. Manca solo la seconda camera da letto. Il proprietario bussa gentilmente per farsi aprire dalla figlia adoloscente degli inquilini. Lei timidamente risponde con un "si", facendo capire che tra non molto aprirà. La madre mi dice "Starà sistemando, sa come sono i ragazzi". Sorrido,immagino che l'adolescente in questione stia ritirando una caterva di abiti ammucchiati sul letto. Intanto continuiamo a parlare. Il tempo scorre. La porta è sempre chiusa. La madre della ragazza ci chiede se vogliamo un caffè, rifiutiamo gentilmente ma Sam chiede un bicchiere d'acqua. L'attesa sotto il sole deve averlo provato. Io intanto penso a tutti i batteri che potrebbero essere presenti sul bicchiere.
Il proprietario bussa ancora e la ragazza risponde ancora con un "si". Ok.. adesso aprirà. Ne approffittiamo per fare ancora qualche domanda..più che altro per ravvivare la conversazione, perchè ormai è palese che non compreremo mai questa casa. I minuti passano e insieme a loro anche la mia tolleranza va a farsi benedire. Fortunamente, neanche il bicchiere d'acqua accenna ad arrivare.
Il sangue mi sale al cervello, mentre ormai non sento neanche più una parola di quello che dice il proprietario. Lo interrompo, gli chiedo conferma del fatto che queste persone fossero al corrente della nostra visita. Lui risponde "Certamente".
"Bene"-rispondo io "Allora, non possiamo stare qui tutta la sera.." e il mio tono non è dei più concilianti. Lui annuisce, bussa alla porta, stavolta avvisando che stiamo per entrare.
Quando andiamo via, il proprietario descrive la ragazza come "un pò depressa".A me è sembrata solo una gran maleducata.
Eh va bè..non voglio commentare l'atteggiamento dei genitori che non sono intervenuti minimamente. Però mi accorgo che con il tempo, il mio self control aumenta, in altri tempi sarei stata più "graffiante". Spero sia un bene.
Stasera ho bisogno di sfornare qualcosa di buono, gustare nuovi sapori e sentire profumi di spezie.
Mi faccio tentare da una ricetta di Sabrine:


Spero che il miele addolcisca un pò questa serata.

martedì 19 giugno 2012

I nostri possibili

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E' un'estate d'attesa, di cambiamenti, di speranza. Io e Sam cerchiamo casa..e ci troviamo a spendere tante energie (e quattrini) nel tentativo di realizzare un ..sogno: trovare una casa adatta a ad accogliere dei bimbi che, per il momento, ancora non ci sono. Gli agenti immobiliari "immaginano" in noi una coppia con figli già qui, presenti. E invece no.
Mi chiedo quanto possa esserci di vero nella "legge dell'attrazione". 
Quando rimasi incinta, nonostante le difficoltà del caso, per me fu una conferma della veridicità della teoria.
Mi ero data un obiettivo: test positivo entro il compleanno di mio marito. E, incredibilmente, proprio nel mese del suo compleanno e contro ogni pronostico, eccolo lì, il mio primo (ed unico) test positivo.
Allora, poi cos'è successo?Forse le mie paure si sono concretizzate e se avessi avuto solo pensieri positivi le cose sarebbero andate diversamente.
E' possibile che i nostri pensieri (positivi e non) abbiano la capacità di concretizzarsi?
A volte vorrei che fosse così, perchè cercherei di pensare con tutte le mie forze alla vita che vorrei. Non che la nostra vita non sia già bella ora. Siamo molto più fortunati di tante coppie. Ma, bè, diciamo che manca qualcosa.
Ci stiamo provando, con tutte le nostre forze a far trasformare "Claire e Sam" dell'altra dimensione nei noi due reali. I nostri "possibili" sono uguali a noi in tutto e per tutto, tranne che per un dettaglio. E non sto a sottolineare quale.
Entro Dicembre vorremmo trovare una casa che sia adatta ad accogliere una famiglia in crescita.
E poi, qualcosa che non ha a che fare con una mia eventuale gravidanza ma che, comunque, potrebbe influenzare positivamente anche il mio ruolo di futura madre Felice. Ovvero: cambiare lavoro. So che in tempi di crisi, come questo, potrebbe sembrare quasi un sacrilegio pensare di lasciare un lavoro a tempo indeterminato.

Eppure rifletto su queste parole:

"Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni. Perchè la crisi porta progressi. 

La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l'incompetenza. Il più grande inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d'uscita ai propri problemi. 

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.

Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perchè senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. 

Finiamola, una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla"

A.Einstein

mercoledì 16 maggio 2012

Smile again Anna


Stasera penso ad un'amica virtuale che ho incontrato recentemente, Anna.
Con lei ho condiviso l'attesa di un cambiamento, la speranza e poi la felicità per una notizia che sembrava aver riportato la sua vita entro quei binari di "normalità" che tutte le "madri nell'anima" vorrebbero percorrere.
Con le sue amiche dell'etere ho condiviso il dolore, la tristezza, il senso di profonda frustrazione nell'apprendere che, ancora una volta, la vita ha tradito le nostre aspettative.
Mi sono ricordata di un altro tempo, un altro luogo, un'altra me stessa.
Ci sono sorrisi che aspettano più di altri di venire fuori..ci sono gioie che attendono più di altre di essere vissute.Ad Anna voglio augurare di poter percorrere presto i binari della normalità (credo che capirete cosa intendo). Smile again Anna.

mercoledì 9 maggio 2012

Leggerezza

Per non pensare, per rilassarsi, per credere che tutto andrà bene..per me non c'è niente di meglio che sfornare un bel dolce. Tra tutti, uno dei miei preferiti è la crostata, possibilmente con marmellata di more. Osservare un dolce che cucina piano nel forno, mi trasmette sicurezza e mi mette subito di buon'umore.
La crostata è il dolce della mia infanzia. Ci sono ricette,profumi,sapori,riti che sono legati indissolubilmentea alle persone. La ricetta della crostata è una di quelle che, tra tante altre, mi ricorda mia madre. Quando impasto le uova, la farina e lo zucchero, la penso. Quando il profumo di marmellata si sparge per la cucina, mia madre è con me.Pochi giorni prima di andarsene..mi portò una bella crostata, preparata con le more fresche. Spesso però, la sua crostata era suddivisa in tanti riquadri colorati: ogni colore una marmellata diversa. E c'era l'imbarazzo della scelta nel decidere quale "colore" affettare.
Alcuni sapori se ne sono andati con lei (mamma: ma come facevi a tagliare il roast-beef così sottile?E a fare la pizza tanto soffice?). Altri sapori ritornano, con le sue ricette, si trasformano quando decido di "sperimentare"qualche nuovo ingrediente.E così, al mio bel dolce, ho aggiunto il sapore dolce-amaro e la consistenza croccante delle mandorle. Sono convinta che mia madre avrebbe apprezzato.

venerdì 23 marzo 2012

Le vite degli altri






Chi si trova ad affrontare il problema dell'infertilità, si confronta costantemente con le vite degli "altri". Le coppie "normali", quelle che possono "decidere" di avere un figlio e magari possono anche permettersi di programmare quando.
Credo che ogni coppia infertile si sia confrontata con queste coppie spesso "invidiandole".
Invidiando la loro Libertà nel poter prender delle decisioni che a noi sono precluse (e non invidiando la coppia in sè).
Giorni fa, sono stata a casa di un parente stretto e mi sono trovata a cena con una giovane coppia (lui 28 anni circa e lei 26), un figlio maschio al seguito e una figlia femmina in arrivo. Loro hanno programmato nei minimi dettagli la loro vita insieme: hanno cercato il primo figlio poco dopo essersi conosciuti e, naturalmente, avendo poco più di vent'anni, hanno raggiunto immediatamente l'obiettivo. Dopo il matrimonio hanno deciso che solo quando lei avrebbe avuto un lavoro sicuro e avrebbero comprato una casa più grande avrebbero cercato il secondo figlio. Hanno comprato casa a Luglio scorso, nello stesso mese lei è stata assunta, ha smesso la pillola ad Agosto e a Settembre ZAC (è rimasta incinta).
Beati loro. Fin qui, tutto bene. Non potrei mai augurargli di vivere quello che abbiamo vissuto noi e che purtroppo continuiamo a vivere.
Loro non sanno (e gli auguro di non scoprire mai) quante cose terribili possono stravolgere la vita..cose che non avresti voluto ed immaginato mai.Loro vivono nell'incosapevolezza, quella inconsapevolezza nella quale mi sarei voluta trovare fino alla fine della mia gravidanza (non avrei mai voluto scoprire che i bambini si possono perdere anche al secondo trimestre di gravidanza..dopo che hai superato da un pò le fatidiche 12 settimane e finalmente hai iniziato a credere che tutto andrà bene).
Durante la cena..improvvisamente, ecco che lui affronta il tema "Adozione" e come lo fa? Dicendo che non capisce, davvero, il motivo per cui si dovrebbe adottare un bambino, soprattutto se straniero. Che questi bambini "si comprano" , che c'è dietro un "Mercato" che, in definitiva, lui non adotterebbe mai e poi mai.
Improvvisamente, ho visto tutta l'arroganza di questo giovane uomo..che non conosce e non può capire il dramma vissuto da chi si sente genitore senza un figlio da crescere e coccolare e dei bimbi che hanno solo bisogno di una famiglia che li ami e da amare.
Improvvisamente mi sono sentita molto triste per loro ma anche per noi stessi al pensiero che se un domani dovessimo adottare, i nostri figli verrebbero visti come degli estranei da queste persone (con le quali ci dovremo sempre rapportare).
Mi interrogo sul perchè certe persone con così poca capacità di amare possano diventare genitori tanto facilmente mentre per noi è tutto così tremendamente complicato (la gravidanza naturale che finisce, i percorsi di PMA falliti, il percorso dell'adozione così lungo..e noi che non sappiamo più che cosa fare).
E intanto ieri ho fatto un test di gravidanza che, come immaginavo, è risultato negativo.
Cerco di non abbattermi e di credere che prima o poi raggiungeremo l'obiettivo.Spero di conservare la forza per andare avanti ma ci sono momenti in cui mi sento "giudicata" dagli "altri". Mi sembra che queste persone ci considerino inadeguati..irresponsabili ed illusi(per aver cercato un figlio dopo i trent'anni e per la nostra persistenza nel cercarlo ancora a quest'età). O forse..sì, forse è un riflesso dei pensieri cupi che mi attraversano la mente..quando mi dico che ci sarà un motivo se incontriamo tanta difficoltà e mi chiedo se dovremmo rinunciare e basta.