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giovedì 23 ottobre 2014

Solidarietà femminile, indifferenza maschile, cambiamenti e preparativi prima del parto

Da quando sono incinta e la pancia si vede, ho potuto sperimentare ancora una volta quanto siano diversi uomini e donne e, soprattutto, come ultimamente la buona educazione e il buon senso stiano scomparendo per lasciare posto all'indifferenza e molto spesso all'egoismo.
Avete presente i cartelli del supermercato che indicano la priorità per alcune categorie di clienti, tra i quali anche le donne incinta? Non sempre c'è una vera e propria cassa prioritaria ma il cartello indica che determinate categorie di utenti dovrebbero "passare prima". Io naturalmente aspetto sempre il mio turno senza impormi, a meno che non sia la cassiera o chi sta avanti a me a darmi la precedenza...fin'ora le persone che si sono accorte del mio pancione sono state solo donne. Gli uomini ti guardano..e se ne fregano alla grande della tua pancia che inizia a pesare (solo in senso fisico, certo), dei tuoi piedi gonfi e della stanchezza. Continuano con indifferenza a poggiare i loro prodotti sul nastro trasportatore e ciccia. Ma questo è il minimo.
L'altra sera sono andata in farmacia ad acquistare l'occorrente per il trattamento del moncone ombelicale. Prima di mettermi in fila, mi sono fermata a guardare alcuni prodotti per l'infanzia che si trovavano su uno scaffale. Nel frattempo sono entrati prima una signora e poi un ragazzo; subito dopo io mi sono messa in fila. Quando è toccato il suo turno, la signora ha detto alla farmacista che io ero lì prima di lei e ha insistito per farmi passare. L'ho ringraziata e mi sono avvicinata al bancone..ma ecco che il ragazzo è intervenuto per dire che era il suo turno e che, comunque, doveva solo ritirare dei prodotti. La farmacista l'ha letteralmente fulminato con lo sguardo e poi ha precisato che le donne in attesa hanno la priorità. Sinceramente, è stata una scena molto triste..io al suo posto mi sarei scavato la fossa perchè ha fatto una gran figuraccia.
Personalmente, sono contraria alla precedenza alle donne incinta sempre e comunque. Se sto bene e posso stare seduta, aspetto il mio turno e fino ad ora ho rifiutato la precedenza dal medico, in ospedale o negli uffici. Però..all'ottavo mese di gravidanza, se devo stare in piedi e se c'è qualcuno che per solidarietà mi fa passare prima, ringrazio ed accetto. Come mai sono sempre e solo donne? Mi chiedo dove sia finita non dico la cavalleria (perchè credo che sia un termine ormai fuori moda) ma la buona educazione maschile? E' possibile che non riescano proprio a mettersi nei nostri panni? 
Mi sono ritrovata a pensare di essere felice di poter mettere al mondo una femmina.
Tuttavia, la mancanza di buona educazione e di sensibilità non riguarda solo gli uomini e non è diretta solo nei confronti delle donne incinta. Mi è capitato di trovarmi in uno studio medico, vedere entrare una donna molto anziana con difficoltà di deambulazione e una giovane donna che si è affrettata ad occupare l'ultima sedia rimasta libera..prima che a lasciare il suo posto fosse una donna anziana quasi quanto la prima...
A volte mi chiedo se sarò in grado di crescere una figlia sensibile, educata, rispettosa del prossimo e attenta ai bisogni dei più deboli. Credo che sia un lavoro impegnativo, quotidiano, da svolgere fin dai primi anni, per avere dei buoni frutti.

In quest'ultimo mese sono cambiate diverse cose, prima tra tutte la difficoltà a dormire bene. Al corso pre-parto ci avevano anticipato: "arriverà un momento in cui non riuscirete a dormire, è il corpo che si prepara, affinchè possiate stare sveglie anche quando ci sarà il bambino e lui avrà bisogno di voi". Io allora dormivo come un ghiro (non ho mai avuto problemi d'insonnia). Ma ecco che è arrivato quel momento in cui ad una certa ora (solitamente le quattro del mattino), mi sveglio e non riesco più a prender sonno. E allora faccio di tutto: a volte sto a letto a pensare le cose più disparate, altre volte faccio una doccia calda, leggo un fumetto, faccio degli esercizi. Insomma, quando la bambina nascerà, sarò allenata a stare sveglia..anche se probabilmente ancora non mi rendo conto della quantità di ore in cui dovrò stare in piedi.
Piano piano ho completato la valigia per l'ospedale, seguendo le mie esigenze e le indicazioni delle ostetriche del corso che secondo la loro esperienza, hanno inserito nella lista anche dei prodotti che generalmente gli ospedali o le cliniche non contemplano. Per la borsa della bambina dovrò ancora aspettare perchè potrà cambiare in base all'ospedale in cui partorirò (ce ne sono alcuni in cui non occorre portare nulla se non i vestiti per la dimissione, altri in cui bisogna portare persino lenzuola e copertina).

Ecco qui la lista delle cose che ho messo nella mia borsa per il parto , magari a qualcuna potrà essere utile. Se avete suggerimenti da darmi, sono ben accetti. Ho cercato di non esagerare e di portare una borsa di dimensioni piccole (non voglio arrivare in ospedale con un valigione!).

1. Prodotti per l'igiene personale (sapone liquido, bustine di saugella per l'igiene intima, dentifricio e spazzolino)
2. Asciugamano viso
3. Panno carta da utilizzare al posto degli asciugamani piccoli (su consiglio delle ostetriche)
4. Copri water
5. Un rotolo di carta igienica (può essere assente negli ospedali pubblici ma anche nelle cliniche)
6. bottigliette d'acqua da 1/2 litro (possono essere utili anche per lavarsi)
7. Reggiseno allattamento
8. Qualche coppetta assorbilatte (ma non dovrebbero essere necessarie nei giorni di degenza)
9. Assorbenti post parto in cotone + slip in rete
10. Camicia da notte bianca, completamente apribile, a maniche corte, per il travaglio
11. Due Camicie da notte di ricambio
12. Vestaglia da camera
13 Calzini (pare che durante il travaglio le donne sentano caldo..ma abbiano spesso freddo ai piedi)
14. Zoccoli/pantofole lavabili, non in spugna perchè tendono a sporcarsi troppo (questi devo ancora inserirli..sarà un problema trovarne un paio che mi entrino!)
15. Una bustina con qualche succo di frutta, una confezione di mandorle e di frutta secca, delle caramelle zuccherine, per me e Sam, da mangiare in caso di travaglio e parto naturale.
16 Ultimi esami del sangue, gruppo sanguigno, Eco recenti, referto tamponi, tessera sanitaria.



 Grazie ai vostri suggerimenti:

17. Salviette disinfettanti
18. Accapatoio in microfibra (+ eventuale costume da bagno per travaglio in acqua e phon da viaggio  da far portare a Sam )
19 Una bottiglietta di gattorade (da sostituire ad una delle bottiglie d'acqua da 1/2 litro)
20 Crema alla lanolina 
21 Tena lady pants (in alternativa agli assorbenti in cotone + slip rete)


lunedì 6 ottobre 2014

Conto alla rovescia

Si fa presto a dire "io non sarò una mamma che penserà e parlerà solo dei propri figli". Il prima è molto diverso dal dopo. Da alcune settimane, da quando siamo entrate nel terzo trimestre, la mia mente riesce a pensare solo a Lei e al momento in cui nascerà.
E' come un conto alla rovescia: non vedo l'ora di arrivare al giorno del parto eppure, allo stesso tempo, la cosa mi spaventa. Adesso sono una mamma se non al 100% delle mie giornate, per un buon 80 %. E la cosa non mi dispiace ma è impossibile non accorgersi del cambiamento. Così come cambia il corpo, cambia la mente. La pancia è solo l'elemento più evidente del cambiamento ma poi c'è tanto altro. Una cosa alla quale non riesco ad abituarmi, ad esempio, è l'odore del mio corpo. Da quando sono incinta è diverso. Saranno gli ormoni. Me lo sento addosso e non mi piace! Credo di non aver mai letto niente di simile..eppure, mi capita.
C'è però anche un aspetto positivo che scaturisce dagli ormoni: la costante voglia di stare insieme al mio lui. Ecco il 20% di donna, che  viene fuori soprattutto in quei momenti. E per fortuna! 
Per il resto, la mia mente è impegnata a cercare il contatto con la bimba, a sentire i suoi movimenti più o meno percepibili, a interpretare i suoi gusti musicali (che sembrano essere già definiti), a parlarle, a trasmetterle quanto io e il suo papà siamo impazienti d'incontrarla e quanto sia carica d'amore la nostra attesa.
Recentemente ho iniziato un corso preparto, dove ho incontrato delle persone meravigliose. Un esempio di un servizio pubblico che funziona in modo eccezionale. Proprio come dovrebbe essere. E' un servizio gratuito, fornito da persone appassionate e preparate. Ogni incontro è per me veramente prezioso. Sono felice che mi abbiano fatto riflettere sul significato della presenza di Sam, il giorno in cui la piccola nascerà. Sarà l'unica persona che in quel momento potrà tutelarci, anche nei confronti della strutta ospedaliera. Sarà importante vivere insieme questa esperienza irripetibile.
A breve dovrò decidere se predisporre il cosiddetto "piano del parto", un documento che dovrebbe contenere le mie scelte relativamente al parto, ai trattamenti medici che vorrei/non vorrei venissero effettuati (fatte salve situazioni di emergenza)e soprattutto al modo in cui il personale dovrà rapportarsi nei confronti della bambina. Tutte cose importanti, per non delegare ad altri decisioni che devono appartenere solo ai genitori. Mi piacerebbe confrontarmi con altre madri che abbiano presentato questo documento e sapere qual'è stata la loro esperienza.


mercoledì 27 agosto 2014

Di te, di me, di noi

Da dove comincio? Potrei parlare del caldo che mi ammazza, delle gambe gonfie e dei piedi che mi fanno assomigliare ad un orsetto Teddy Bear (giuro, ogni volta che li guardo, mi ricordano quelli di un orsetto di pelusche). Potrei dire che da giorni non faccio altro che cercare/leggere articoli su culle, ovetti, pannolini lavabili, allattamento ma anche massaggi linfodrenanti e scarpe premaman (che per ora non ho trovato ma che, secondo me, qualcuno dovrebbe iniziare a pensare seriamente di produrre!).
Potrei dire che ormai i miei risvegli e le mie nottate sono caratterizzate da piccoli calcetti che mi fanno sorridere e pensare "chissà cosa fai e cosa immagini là dentro, chissà se mi vuoi dire qualcosa" e soprattutto "grazie per avere scelto di essere qui con me ".
A volte mi piacerebbe essere una di quelle mamme superattive che riescono a fare di tutto e indossare all'ottavo mese abitini corti, conservando le gambe magre e riuscendo ad essere bellissime anche con un pancione da fine gravidanza (visto). Io sono tanto stanca, i piedi mi fanno male, ho le gambe che assomigliano a dei salsicciotti e, per la maggior parte del tempo, mi sento come una balena spiaggiata...Riuscirò a non ingrassare ancora? Per ora siamo a quota più dieci kg e ancora devo entrare nel settimo mese..Il tempo passa e mi sembra di non riuscire a rincorrerlo e di essere in ritardo su tutto. Vorrei preparare le cose della bimba, in modo tale da poter riposare l'ultimo periodo e non avere l'ansia di dimenticare qualcosa. Ancora, a momenti, non mi sembra vero che stia succedendo proprio a noi. E mi chiedo (e non vedo l'ora di scoprire) come saremo io e Sam non più in due ma (finalmente) in tre. E' passato tanto tempo e abbiamo fatto tanta di quella strada; la nostra bambina è stata talmente desiderata e voluta ad ogni costo che non posso pensarci troppo, altrimenti mi assale la paura che qualcosa possa non andare nel verso giuto.
Per distrarmi da questo pensiero cerco di prepararmi al meglio..sto leggendo tanti libri... Da " Il Linguaggio segreto dei neonati" di Hogg Tracy a "Bebè a costo zero" di Giorgia Cozza, da "Così calmo il mio bambino"di Christine Rankl ai libri della Montessori. Ognuno ha le sue teorie ma nel momento in cui io e Lei ci incontremo credo che sarà soprattutto l'istinto a prevalere e ho il sospetto che tanti buoni propositi verranno dimenticati.
Per ora, so solo che vorrei praticare il cosiddetto co-sleeping, ovvero far dormire la bimba in una culla affiancata al nostro letto, per poterla avere vicino e allattarla più facilmente. Non potrei mai pensare di farla dormire in un'altra stanza. Credo sia anche più sicuro. Sarebbe anche bello poter partorire in un ospedale in cui si possa scegliere il rooming ma pare che nella mia città questo non sia possibile. Anche se potrebbe essere stancante avere la bimba nella stessa stanza appena partorito, credo che per lei sarebbe molto meglio stare con me fin da subito. Immagino che passare dall'utero materno al Nido sia abbastanza traumatico.Inoltre, vorrei poter allattare la piccola secondo i nostri tempi e non secondo quelli dell'ospedale. Tutte cose che molto probabilmente non si potranno realizzare, proprio perchè ancora queste possibilità non vengono contemplate nella maggior parte degli ospedali.
Ci sono dei momenti  in cui ho paura di non essere in grado di gestire un neonato..e dire che non sono esattamente una ragazzina. Il problema è che io e Sam siamo soli,le famiglie sono lontane e credo che ci siano situazioni in cui i consigli telefonici non bastano. Speriamo che l'istinto e le teorie lette sui libri ci aiutino a non fare troppi danni e, soprattutto, ad essere genitori consapevoli.

mercoledì 23 luglio 2014

Da madre a madre

E' bastato condividere il nostro segreto con i genitori e le persone più care e in poco più di un fine settimana sembra che tutti ne siano al corrente. 
Il mio istinto, tuttavia, aveva ragione. Sarebbe stato meglio aspettare ancora. 
Dovendo fare visita ad una parente di Sam che non sta bene, ho incontrato una sua zia, ginecologa, dalla quale incautamente mi ero fatta visitare. La cosa non mi convinceva, anche perchè temevo che potesse parlare dei nostri problemi con i suoi familiari ma Sam mi aveva assicurato che la zia era una persona molto discreta. In effetti, conoscendola, mi aveva fatto questa impressione. E poi, esiste un codice deontologico che impone ai medici di non andare in giro a raccontare quello che i pazienti raccontano nel proprio studio, giusto? Già..
Morale della favola, ci vediamo e io sono tesa perchè ho cambiato ginecologa e avrei voluto evitare di spiegarle perchè. Qualcuno la informa della bella novità. Lei si rallegra e così, improvvisamente, davanti agli altri parenti di Sam, mi chiede se mi ha seguito il centro di infertilità della città in cui viviamo....
Premesso che chiunque, anche chi non mi conosce, si accorge che non sono esattamente una "chiacchierona" e certamente non racconto i fatti miei alla gente, mi chiedo come possa una persona essere così maleducata e insensibile e come possa un medico violare la privacy dei pazienti e allegramente spiattellare davanti a tutti la loro vita privata. 
Questo episodio mi ha fatto veramente arrabbiare e dimostra che meno gente vediamo, in questo periodo, meglio è. Inoltre, una regola da rispettare sempre: Mai farsi visitare/chiedere consulenze mediche a parenti/amici.
Ho sentito, instintivamente, che le felicitazioni di questa donna non erano sincere e vorrei proteggermi e proteggere la bimba dalle persone che non gioiscono realmente per noi. 
La situazione è aggravata dal fatto che mentre io vorrei tacere, Sam continua a diffondere la notizia..sentendosi legittimato dal fatto che la mia pancia cresce e non potrò nascondermi per sempre. Fin'ora abbiamo fatto pochissima vita sociale e questo ci ha aiutato a tenere il riserbo sulla gravidanza. Ora si susseguono le occasioni d'incontro con parenti ed amici..ed iniziano i malumori. 
Abbracci, parole di felicitazioni (più o meno sincere), mani sulla pancia.. ma mi manca l'unica persona che vorrei veramente in questo momento al mio fianco. Mia madre. Vorrei poter avere le sue mani sulla mia pancia, ritrovarmi nel suo caldo abbraccio e ascoltare le parole che saprebbe dirmi, da madre a madre.
Da poco, ho cercato i miei vestini da neonata, la copertina di lapin, i tanti maglioncini fatti a maglia da lei. Mia figlia nascerà in inverno e indosserà i maglioni fatti a mano dalla sua nonna..ma non potrà mai conoscerla, mai godere dei suoi abbracci e della sua splendida voce. Mia madre aveva una voce calda e dolce e quando parlava sapeva sempre incantare e divertire la gente.Era così diversa da me. Io sono sempre stata una persona solitaria, lei un animale sociale. Lunare io, solare lei. Vorrei tanto poter essere una madre brava quanto lei ma in questo momento, avrei bisogno di sentirmi ancora figlia e ritrovarla al mio fianco. Mi mancano i suoi occhi verde-nocciola, il suo viso, i nostri momenti insieme.Vorrei che potessimo ancora ballare, come facevamo quando volevamo ridere e divertirci. Mi manca tutto di lei.

giovedì 17 luglio 2014

Quello che la pancia sussurra

Diciotto settimane, siamo entrate nel quinto mese di gravidanza e la pancia inizia a farsi notare. E più cresce più la sento sussurrare. Il tempo scorre e mi accorgo che questi mesi che sembravano interminabili, probabilmente passeranno molto più velocemente di quanto credessi. La pancia mi spinge a non temporeggiare più su decisioni che trascinavamo da mesi. La casa che tempo fa pensavamo di aver trovato..non è potuta diventare nostra per cause burocratiche .Così, eccoci qua a cercare di risolvere questo problema, possibilmente prima che nasca la bambina. Un immobile non perfetto ma potenzialmente adattabile alle nostre esigenze, potrebbe diventare nostro. Non penso più alla "casa per la vita", ma a quella che dovremo abitare nell'immediato e a come potremmo avvicinarla al nostro ideale. Mi piace il fatto che avremo un piccolo giardino, così come desideravamo. Mi accorgo che è più importante costruire il nostro futuro, passo passo, anche in modo imperfetto ma correggibile, piuttosto che continuare a programmarlo senza concretizzarlo.
La pancia cresce e mi fa capire che tra non molto dovremo raccontare a tutti della bambina. Non riesco ancora a farlo e vorrei concentrarmi unicamente sul nostro rapporto, tenendo tutto per noi. Cicciottella è lì dentro, che si copre il viso con le mani, durante le ecografie, che stiracchia le gambe e sembra riposarsi beata..ma ancora non si fa sentire. Ci sono persino momenti in cui dimentico di essere incinta. Fortunatamente, il distacco si è riassorbito, i dolori sono passati, c'è solo la mia rotondità e il seno dolorante a ricordarmi la mia condizione. Certe donne raccontano di sentirsi speciali, importanti, quasi invincibili, durante la gravidanza. Per me non è così, probabilmente a causa della mia storia. Proprio ieri, mentre passeggiavo sulla spiaggia da sola (solo io e lei), ho ripensato a tutto il nostro percorso, alla sofferenza, alla prima bambina e mi sono sentita così profondamente infertile. Una cosa che non cambierà mai. Una cosa che la mia pancia mi sussurra ogni giorno: Attenta, questo non cambia quello che sei.
Anche se questo periodo "fecondo" di vita e progetti ci rende molto felici, ci sarà sempre una parte di me che non si sentirà una donna come le altre, nel bene e nel male. Nel bene, perchè sono consapevole che per arrivare fino a qui ci è voluta tanta forza e non tutte sarebbero riuscite ad arrivarci; nel male perchè nulla potrà cancellare la mia infertilità.
La mia pancia mi spinge a prendermi più cura di me. Dopo aver ingerito tanti ormoni, il minimo che posso fare per "disintossicare" il mio corpo e  far crescere la bambina in modo più sano, è cercare di mangiare bene (il più possibile prodotti biologici) ed evitare di spalmare sul corpo prodotti nocivi. Ho comprato tante creme e cosmetici bio (compreso smalto e acetone) su un sito molto bello e continuerò ad usarli anche in seguito. Credo che in questo periodo sia importante anche prendersi cura del proprio aspetto e non cedere alla stanchezza. Ho acquistato alcuni abiti e il costume da bagno di una taglia in più.. ho dovuto rinunciare, a malincuore, ad indossare i miei pantaloni estivi..quando mi sono resa conto che dovevo obbligatoriamente slacciare i bottoni..Così, ho comprato alcuni capi premaman che hanno l'indubbio vantaggio della comodità e, devo dire, rispetto al passato, sono diventati molto più carini. Mi sono trovata molto bene con questi. Auguro a tutte le "cercatrici" di doversi trovare presto ad affrontare il problema del "perfetto abito premaman".

martedì 17 giugno 2014

E' una Lei

Qualche giorno fa abbiamo scoperto che Cicciottello in realtà è una Lei. Niente baffi dunque! Sono molto felice. A parte il fatto che l'ecografia ha evidenziato un distacco della placenta.Ho smesso di lavorare (e per questo mi sono sentita in colpa..), sono stata a riposo e nonostante ciò....il mio utero continua a manifestare segni di debolezza. E così, questa volta, non sono stata io a decidere ma la dottoressa a prescrivermi di stare a casa. Non so cos'altro posso fare per facilitare il riassorbimento di questo distacco. E se invece peggiorasse? Via via che il peso della bambina aumenta, potrebbe succedere. Sto il più possibile a letto, mi riposo ma non posso comunque fare a meno di occuparmi di una serie di attività che non posso delegare ad altri. Da stasera ho iniziato a chiedermi se il mio corpo sarà mai in grado di portare a termine una gravidanza. So che non dovrei pensarlo e meno che mai metterlo nero su bianco. Ma sono questi i pensieri che attraversano la mia mente. La bimba è bellissima e il cuoricino batte forte. Sta solo a me riuscire a darle ciò di cui ha bisogno. Abbiamo ancora tanta strada da fare (e spero riusciremo a percorrerla tutta): siamo ancora alla fine della tredicesima settimana. Siamo entrate nel secondo trimestre, quello che dovrebbe causare meno ansie ma, per esperienza, so che non sempre è così. Per Lei voglio cercare di essere ottimista e pensare che tutto andrà bene. Sarà un mantra che ripeterò ogni giorno.

lunedì 9 giugno 2014

Immaginare te

Ancora nessuno sa di Cicciottello..a parte Sam e i colleghi di lavoro. Questi ultimi hanno dovuto essere messi per forza a conoscenza della cosa, perchè ho deciso di stare a casa per un mese, poi si vedrà. 
Mia suocera, che non mi vedeva da mesi, ha notato qualche "rotondità" in più e mi ha fatto mille complimenti, dicendomi che mi trovava davvero bella. Questo è l'effetto della gravidanza, anche se per il momento è semplice che la novità passi inosservata e sono contenta così.
Mi sembra ancora di camminare sui cristalli e ho paura che se dicessi di essere incinta, l'effetto della magia di cui sto beneficiando, improvvisamente svanirebbe. Così rimando di giorno in giorno il momento in cui dovremo raccontare di "lui" agli altri. Lo faremo quando ormai non potremo più nasconderlo.
In un certo senso, sono contenta di non andare a lavoro, anche per non dovere sottostare ad eventuali "curiosità" e domande dei colleghi. Vorrei stare isolata da tutti e vivere questo momento solo tra noi: Io, Sam e il piccolo.
Dopo l'ultima eco ho iniziato ad avere l'impressione che il bambino sia un maschio, mentre, fino ad allora, ero certa del contrario. E' bello cercare di immaginare il suo viso guardando il suo profilo. La sua bocca appare carnosa..specie il labbro inferiore. La cosa mi fa sorridere.
Dopo aver pensato al sesso del bambino, la notte in cui abbiamo fatto la traslucenza nucale, ho sognato di averlo partorito.. era piccolo eppure parlava! E sapete cosa mi ha detto? :

"Accarezzami i baffi" 

?????

Sam la mattina dopo non la smetteva di ridere. Naturalmente, lui ha i baffi (e nel sogno il bambino non li aveva).

Così adesso quella frase è diventata un tormentone..


mercoledì 21 maggio 2014

Cicciottello sta bene

Il titolo forse suggerisce l'aspetto del piccolo all'ultima eco. Nei sui 26 mm di splendore. Io mi sorprendo, ogni volta, a fare confronti con le eco della precedente gravidanza ma è tutto completamente diverso. Persino le immagini. 
Siamo ancora a metà della nona settimana e non immaginavo di poterlo vedere già così "bimbo in miniatura", già con manine e piedini. Ma forse il tempo fa brutti scherzi e sono io a ricordare male. Ricordo una testolina perfetta, un profilo delicato, un nasino a patatina..con grande commozione.
Cicciottello sta bene, cresce e il suo cuore batte forte. La notte prima dell'eco avevo sognato che la ginecologa mi comunicava quello che non vorrei mai più sentirmi dire. Ovvero "non c'è battito". Il mio stato d'animo, ogni volta che mi siedo sul lettino dello studio è lo stesso. Mi preparo al peggio. Neanche stessi salendo sul patibolo. La ginecologa cerca di rassicurarmi ma vado sempre via con ulteriori preoccupazioni. Adesso si è aggiunta quella della gliecemia leggermente alta. Ma come? Io che l'ho sempre avuta bassa...anche durante gli esami di routine a lavoro, quando feci il prelievo dopo aver fatto colazione perchè mi sentivo svenire? Pare di si. Ulteriore tarlo mentale. E a questo si aggiunge la decisione sul da farsi a lavoro. "Ci sono tutte le condizioni per certificare una gravidanza a rischio"- dice la mia Gine(che ancora non sono riuscita ad inquadrare), "Però la decisione se tornare a lavoro o meno, spetta a te". Ah, ok. Bene. Non vorrei assentarmi dal lavoro, perchè non voglio sovraccaricare i colleghi, perchè ho paura di abituarmi troppo a stare a casa (e dopo tornare sarebbe pesante), perchè tutto sommato credo che cercare di mantenere il più possibile la mia vita "normale" sia un bene. Ma, allo stesso tempo, non vorrei fare nulla che possa mettere a rischio il bimbo. La volta scorsa continuai a lavorare, nonostante non stessi benissimo (all'epoca la mia ginecologa non mi propose nemmeno di stare a casa). Dopo, mi sentii in colpa e contribuirono anche i commenti di parenti e amici, ovvero i clasici "Dovevi stare a casa". Come se tutto fosse dipeso esclusivamente da me. 
Mi ero ripromessa di smettere di lavorare, se fossi rimasta nuovamente incinta. Adesso però ho dei dubbi. Mi chiedo se sia la scelta migliore.

giovedì 15 maggio 2014

Una giornata particolare

Sabato scorso, complice il bel tempo, ho deciso che era arrivato il momento di muoversi un pò..e scrollarsi di dosso la pigrizia che ha caratterizzato le mie giornate da quando ho scoperto di essere incinta. 
Così, dopo aver fatto gli esami del sangue, ho fatto una bella passeggiata in centro, girato per i negozi di prodotti biologici che amo, ho fatto un pò di "spesa", guardato vetrine..insomma ho cercato di riappropriarmi di me stessa.
Arrivata nei pressi del porto, ho pensato che quella giornata, saremmo stati solo io e "lui" (o "lei"). Mentalmente, ho ringraziato questa piccola vita di essere lì con me, in quel momento,senza pensare a quel che sarebbe potuto accadere in futuro. Volevo solo dirle: grazie, per essere qui con me adesso. 
Prima di tornare alla macchina, sono passata in una piazza in cui si trova una statua molto bella della Madonna e mi sono soffermata a guardarla. Pur avendo un rapporto con la fede molto altalenante e non potendomi definire "cattolica", le statue della Vergine esercitano su di me un fascino particolare e, trovandomele di fronte, non resto mai indifferente. Sento sempre la necessità di rivolgere una preghiera alla Madre di tutte le madri. Quella mattina, le ho chiesto di proteggere la vita che cresceva dentro me, di far sì che possa stringere questo bimbo tra le mie braccia.
Il pomeriggio, presa da altri impegni, sono nuovamente uscita, questa volta insieme a Sam. Eravamo spensierati..fino a quando ho sentito che qualcosa non andava. Mi sentivo troppo stanca e avvertivo una certa tensione addominale. Siamo tornati a casa ed ecco la sopresa: perdite rosso vivo. Siamo andati in ospedale e hanno deciso di ricoverarmi. Fortunatamente, il piccolo sembra stare bene, il battito era presente e forte; tuttavia, hanno preferito farmi fare una terapia a base di antispasmici e progesterone. Immobilità e ancora immobilità.
Ho sentito tanti discorsi sul fatto che le donne oggi fanno figli troppo tardi (forse non sanno che per molte di loro la maternità "posticipata" non è stata una scelta). Una delle inservienti si lamentava di aver avuto una madre quarantenne..perchè le era molto legata e l'aveva persa troppo presto. Ho risposto e non mi stancherò mai di dirlo che non avrei scambiato mia madre con una più giovane, per niente al mondo. Non mi sono mai accorta della differenza d'età. Quel che conta è la qualità del tempo che si passa insieme e non la quantità..non è una banalità. Ho avuto mia madre con me per troppo poco tempo, è vero.Purtroppo è morta giovane. Ma negli anni in cui è stata con me, ha saputo darmi amore sufficiente per una vita intera e molto di più. Spero di avere fatto altrettanto. Grazie Mamma. Sei sempre con me.
E ancora, ho sentito precisare ogni volta, da medici e infermieri, che questa è una gravidanza da FIVET. Ok, ma a questo punto non dovrebbe essere una gravidanza e basta?Non è che il fatto che la mia prima gravidanza fosse naturale l'abbia resa meno a rischio. 

La temuta ottava settimana è passata ma la mia paura non accenna a diminuire.
Non posso fare a meno di chiedermi se sia stata quella preghiera alla Madre delle madri a salvare il mio piccolo e se fosse così, continuerò a pregare, sperando che siano ben accette anche le preghiere di una "miscredente" come me. Che sia la Madonna o l'Universo a ricevere i miei pensieri, spero che possa proteggere il mio bambino.

lunedì 5 maggio 2014

Il suono della vita

Era passato tanto tempo da quando avevamo sentito il suono della vita. Quel suono indescrivibile (all'epoca lo paragonai al galoppo di un cavallino). 
Durante la seconda eco, improvvisamente la ginecologa, dopo averci fatto vedere il cuoricino pulsante che appariva come una piccola bocca che si apriva e si chiudeva, ha voluto farci ascoltare il battito.
E' strano..evidentemente ogni battito è diverso dall'altro..mi è sembrato qualcosa di completamente nuovo.
Un' emozione sconosciuta.
Un'altra vita, dentro di me.
I miei fantasmi mi accompagnano, costanti; mi stanno affianco mentre vado a lavoro,sto al computer, esco, vado a fare la spesa, cerco di addormentarmi. Sono lì, mentre il mio corpo sembra volermi ancora tradire; mi sussurrano che quelle perdite ematiche costanti, vorranno pur dire qualcosa.
Siamo arrivati alla settima settimana..è così presto. Questa nuova vita è così vulnerabile che non oso, ancora, volermi affezionare a lei, tradendo tutte le promesse che mi ero fatta in passato.
Lei cerca tanti modi per ricordarmi la sua presenza: la nausea (non solo mattutina), gli attacchi di fame nel cuore della notte (mai provati prima), quella stanchezza che non mi lascia scampo e mi costringe a trasformare le mie giornate, facendole diventare pigre e lente. 
Ma nonostante questo, non c'è momento in cui non mi chieda se ancora questa vita sia in divenire dentro di me.

mercoledì 23 aprile 2014

Viaggi nel tempo


Qualche giorno fa, improvvisamente, delle forti fitte che mi hanno obbligato ad assumere lo spasmex, mi hanno ricordato (se ce ne fosse bisogno) che la nostra non potrà mai essere una gravidanza di una qualunque coppia "normale".

I dolori, insieme a tante altre piccole cose (la voglia di mangiare in bianco, quel sapore leggermente acido sulle labbra, il viso più morbido), mi riportano al passato. E a nulla valgono gli insegnamenti del nostro maestro di meditazione sull'importanza di "calmare la mente" e vivere solo il presente.

La mia paura viaggia insieme a quella di Sam che cerca di proteggermi da tutto e tutti quando entrambi sappiamo bene che qualche anno fa nessuna precauzione è valsa a salvare la nostra bambina.

Ho provato controllare e ricontrollare i vecchi referti nel timore che possa essermi sfuggito qualcosa. Montagne di carta e la consapevolezza che sì, qualcosa potrebbe essermi sfuggito ma non so che cosa sia.
Fiumi di lacrime che non posso nè voglio controllare.

A volte, la mia mente viaggia nel futuro e mi porta ad immaginarci con uno o persino due neonati. E' presto, lo so. Ma questo esercizio mi serve per poter credere che tutto, stavolta, potrebbe andare per il verso giusto. Ne ho disperatamente bisogno.

Solo oggi ho scoperto che una cara amica virtuale sta vivendo un momento tremendo. La penso e rispetto la sua richiesta di silenzio.




 


mercoledì 16 aprile 2014

1806

Non so che pensare, oggi 14 pt beta 1806! Sembrano alte..eppure in una tabella che ho trovato su internet, ho letto che alla terza settimana di concepimento (alla quale si arriva sommando ai 14 giorni post transfer i 5 giorni di vita delle blastocisti), il valore minimo è 330 e quello massimo 10200. Quindi, se all'inizio pensavo che entrambi gli embrioni potessero aver attecchito, ora penso che potrebbe essere anche uno solo. Non resta che aspettare l'eco della prossima settimana.
Nel frattempo..sono incredula. Vado a lavoro e sto bene, oggi è stata una bellissima giornata. Mi sento così "normale" che mi sembra incredibile di essere incinta. Ogni tanto parlo con "i bimbi" (per ora mi rivolgo a loro al plurale). Però continuo a non avere grossi sintomi. Sono solo felice.

lunedì 14 aprile 2014

373,90

Finalmente stamattina sono riuscita a recuperare la password per il ritiro del referto e il risultato è più che positivo: 373,90! 
Mi sembra che il valore, per il 10 PT, sia buono. Adesso aspettiamo metà settimana per ripeterle e speriamo che tutto si stia evolvendo bene.
Stamattina è arrivata anche una leggera nausea che ho accolto con gioia perchè fin'ora è l'unico vero sintomo che abbia potuto riconoscere..la mia precedente gravidanza era iniziata con tanti, tanti sintomi, compresi dolori al basso ventre attenuatisi dopo alcuni giorni che, fortunatamente, adesso sono assenti.
Questa condizione, immancabilmente, mi trasporta alla Me con la pancia di qualche anno fa. A tratti mi sembra di ripartire dal momento in cui tutto si è interrotto ma devo elaborare quello che sta succedendo e vivere questa nuova gravidanza, con la consapevolezza che si tratta di un'altra storia, cercando, per quanto possibile, di non farmi dominare dalla paura.

Vi ringrazio per i commenti al precente post, tutti bellissimi ed emozionanti.


sabato 12 aprile 2014

Incinta 2-3

A cosa è servito stamattina alzarsi presto e fare il prelievo per avere i risultati delle beta? A nulla, almeno finchè non riesco a recuperare la password per il ritiro dei miei referti on line. Incredibile eh? Ebbene si, pare che dovremo attendere fino a lunedì per avere notizie. Sono i rischi che corre chi decide di andare a fare le analisi di sabato.
Prima di uscire, però, avevo fatto un test digitale e il risultato, al 10 PT, è stato: 


Sulle istruzioni c'è scritto che questo significa che il concepimento è avvenuto 2-3 settimane fa, quindi sarebbe la 4-5 settimana di gravidanza (partendo dall'ultima mestruazione).
Adesso, viste le perdite di mercoledì (7pt), cerchiamo di stare con i piedi per terra e aspettiamo i risultati delle beta..ce la farò?

sabato 13 luglio 2013

Un ospite sgradito

Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene (F. Kafka)
Di sicuro, Kafka non conosceva la condizione dell'infertilità, altrimenti non avrebbe scritto questa frase.
Dopo mesi di serenità, in cui avevamo deciso di prenderci un pò di tempo per riprovare naturalmente a cercare un figlio, senza troppo stress; dopo esserci detti che gli esami fatti fin'ora erano più che sufficienti e che, davvero, potevamo prenderci una pausa e allontanarci per un pò dai camici bianchi..è arrivato a farci visita un bel..polipo cervicale! Probabile effetto delle precedenti stimolazioni, nonchè probabile causa del fallimento dell'ultimo transfer.
Riepiloghiamo. In questi mesi di "quasi" totale lontananza dalla PMA, abbiamo fatto un colloquio presso un centro diverso da quello che ci ha seguito fin'ora.Tra i vari esami di preparazione ad un eventuale tentativo era prevista un'isteroscopia. 
Non avendo intenzione di procedere ad una nuova stimolazione a breve e avendo già fatto quest'esame in passato, l'impegnativa..era finita nel cassetto.
Fino a pochi giorni fa, quando delle perdite di sangue al di fuori del ciclo, mi hanno insospettito. Mi era già capitato nei mesi scorsi ma l'avevo attribuito agli scompensi ormonali dovuti all'assunzione dei farmaci. Questa volta però, ho ripensato alla mia amica che, proprio in seguito a delle perdite ematiche..ha scoperto di avere un polipo. Ma vuoi vedere..? No, non è possibile, ci manca solo questo. Però..non è che il calcolo delle probabilità sia andato a nostro favore ultimamente.
Morale della favola, mi sottopongo a isteroscopia e mi rimuovono un polipo cervicale. Per chi non avesse ben chiara l'anatomia dell'apparato femminile, può dare un'occhiata qua. La cervice collega la vagina all'utero...avere un polipo in quest'area, praticamente equivale ad avere la spirale!!Oltretutto, cosa che mi preoccupa non poco, queste maledette escrescenze tendono a riformarsi.
In questi giorni ho iniziato a chiedermi perchè il mio corpo produce degli anticoncezionali naturali..perchè sta facendo di tutto per evitare di farmi diventare di nuovo madre. In realtà però, so che ho chiesto tanto al mio corpo, in questi ultimi tre anni. Fa quel che può. Ma gli ostacoli ci sono. Dobbiamo fare in modo di scovarli e superarli.
Driparole.it/aforismi/comportamo/frase-4296>

mercoledì 5 dicembre 2012

Vuota

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L'epilogo della gravidanza di Anna, la sua sofferenza, mi ha portato più volte a ripensare alla me stessa di 2 anni fa.
Poi stamattina, la domanda di una collega "Scusa, sei incinta?", seguita da un "interrogatorio" da parte di un'altra collega, con tanto di "Ma durante la gravidanza avevi la pancia?", mi ha fatto provare nuovamente una fitta al cuore. 
Due anni fa, poco dopo Natale, durante un'eco di controllo, scoprii che il cuore della mia bimba aveva smesso di battere. Lei era dentro di me,aggrappata al mio corpo, rannicchiata, con  tutto il suo dolore. I giorni compresi tra l'ultima ecografia e il raschiamento, sono stati i peggiori della mia vita. Quanto dolore, lacrime, disperazione. Avrei voluto che tutto finisse il prima possibile. Ma allo stesso tempo, avrei voluto trattenere il corpo della mia bimba dentro di me..
Mi ricoverarono e mi assegnarono una stanza in cui al mio fianco c'erano due donne incinta che venivano sottoposte a continui monitoraggi. E mentre io attendevo che i farmaci provocassero il distacco della placenta, i battiti dei cuoricini dei loro bimbi rimbombavano nella stanza come il suono degli zoccoli di tanti cavallini al galoppo. Quella corsa verso il futuro mi faceva piangere..eppure mi consolava.
Ricordo me stessa, una camicia da notte con tanti disegni colorati ma con lo sfondo nero. Io ero in lutto e mi trascinavo per i corridoi dell'ospedale come se dovessi nascondermi o vergognarmi di qualcosa. Mi sentivo in colpa. Nei confronti di mia figlia, per non averla saputa proteggere, nei confronti di mio marito per non essere riuscita a portare avanti la gravidanza, nei confronti delle mie vicine di letto perchè la mia presenza le turbava.Mi detestavo per non essere riuscita ad evitare quello che era successo. Se fossi andata prima dalla ginecologa, se non fossi andata a lavoro, se non avessi sottovalutato quelle fitte..
A mezzanotte di un mercoledì (stesso giorno in cui nacqui io), mia figlia scivolò via da me e mi portarono di corsa in sala operatoria. Sentii tanto freddo e nessuna parola di conforto. Nulla. Neanche un semplice "Signora, mi dispiace".
Tornare a casa, con i botti che festeggiavano la fine di quell'anno che ci aveva visto salire sull'altare e gioire per un test di gravidanza positivo e l'inizio di un anno che cominciava nel peggiore dei modi. Non riuscire ad ingoiare i bocconi del cibo.
Ancora fitte, ancora dolore.Un secondo raschiamento..
Il non sentirsi più quella di prima. Non più quella incinta ma neanche più quella di prima della gravidanza.
Avere quasi paura di sfiorare la mia pancia. Vuota.
Non riuscire più a indossare i vestiti di prima della gravidanza e non riuscire più a guardare il vestito grigio premaman che mi faceva sentire tanto bella. E poi una scatola, una tutina ancora ben piegata. Una piccola spazzola.
Un trasferimento in una casa e in un paese di cui non m'importava niente. Un nuovo lavoro. Tanta rabbia. Imparare a conoscere una nuova me.
Passano i giorni, i mesi. Nella mia testa la gravidanza continua. Arrivo alla trentesima settimana. Poi alla trentaduesima..e così via. C'è una Me con la pancia che vive in un'altra dimensione e una Me senza pancia nel mondo reale. A quest'ultima dedico un post su ciaolapo e scopro che le mie emozioni sono quelle di tante mamme speciali che faticano a rapportarsi con il proprio corpo dopo la fine della gravidanza e con la prorpria, nuova, identità. 
Continua il conto alla rovescia..fino alla data prevista del parto. Una data scolpita nella mia mente. Una data in cui, nell'altra dimensione, l'altra me stessa è tornata a casa con la sua bambina.
Dopo quella giornata, passo dopo passo, molti nodi si sono sciolti. Abbiamo eleborato (non solo io ma anche Sam), quello che ci era successo. Abbiamo realizzato che avevamo perso la nostra bambina e, forse, chissà, anche la nostra (unica?) possibilità di essere genitori. Un doppio lutto. Perchè sapevamo che una gravidanza naturale, come quella appena terminata, a noi non sarebbe potuta ricapitare tanto facilmente.
A volte mi sembra che sia passato un secolo da quando camminavo per le strade della mia città, incinta della mia bimba. A volte mi capita di ricordare la posizione che assumevo quando camminavo..la stanchezza che mi assaliva. Ricordo quanto era bello, la sera, canticchiare alla piccola una ninna nanna. Il suo passaggio ci ha lasciato tanto.
Ma spero di non dover provare ancora un dolore simile..Vorrei poter alleggerire almeno un pò quel peso che ogni mamma speciale sente sul petto, alla fine di una gravidanza.
Se qualcuna di voi ha qualche informazione che possa aiutare Anna, scrivetele. Questi per lei sono giorni difficili.